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1992: in quest’anno, poco più che sedicenni, gli Immortal incidono uno degli album più importanti per la scena black. Sebbene la giovane età, i tre blacksters si mostrano forti di riff maligni, batteria lacerante e voce al vetriolo, e nonostante certi passaggi siano un po’ grezzi e imprecisi, il trio mostra di saper comporre pezzi davvero interessanti, avvalendosi anche di quel tocco di nordicità dato dalle chitarre acustiche che altre band non avevano ancora inserito. Spiccano titoli come “a perfect vision of the rising northland”, che si apre con una intro acustica molto evocativa e “unholy forces of evil”, dove i ruggiti di Abbath sono da antologia. Sicuramente un’opera che ha dato nuova linfa al black, una gemma di arte nordica. Da avere.
Voto: 90/100. Recensito da damned_in_black il 22/03/2006 | Lascia un commento | Puoi commentare una band una sola volta! Per lasciare il tuo commento devi essere registrato! |
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