|
Destroying Something Beautiful" è la prima creatura dei Trancelike Void, duo belga che, forte di una certa maturità artistica, dimostra di essere pronto per il I full lenght senza demo o split alle spalle. La musica proposta è un depressive Black Metal di stampo atmosferico, che si assesta su un incedere cadenzato senza mai sfociare nel blast beat, creando così una dimensione surreale, alienante ed ipnotica vista la quasi ossessionante ripetizione.
Oltre al preludio e all'epilogo, ognuno dei tre brani è introdotto da altrettante interludes strumentali, eseguite spesso con il solo ausilio delle testiere, le quali sprigionano una carica di negatività e melanconia fuori dal comune: basta ascoltare le funeree note introduttive di "Descent" per rendersi conto della plumbea dimensione nella quale ci stanno proiettando i Trancelike Void.
"Everything Fails" sembra emergere lentamente da reconditi abissi, diffondendo la sua malsana litania, che sommessamente aliena la nostra mente, trasportandoci appunto in uno stato di trance. Non è la depressione il sentimento dominante: il crescendo del brano invece di risultare monotono per la riproposizione continua di un riffing che solo lentamente si arricchisce di sfumature nuove, sembra ripetere le movenze di un "viaggio" astrale pregno di inquietudine, per la sua meta ignota e misteriosa.
Le opache vocals compaiono a momenti e lasciano filtrare una bella dose di inquietudine. Inquietudine che sembra essere dissolta nella "celestiale" Daydream, che sembra voler farci percepire le emozioni che si percepiscono al risveglio da questo viaggio, una sorta di nuova nascita che segue ad un processo di catarsi interiore. Questo idillio viene bruscamente interrotto da "Fragile Consciousness": il riffing è dilatato fino all'esasperazione, l'uomo ritorna conscio dei suoi limiti terreni, della sua finitezza difronte alla perfezione del cosmo e della sua inutilità strutturale, che cerca di celare attraverso un materialismo estremo. E' un brusco risveglio privo di speranze ma pieno di rassegnazione, dove le illusioni che avevano popolato l'esistenza venegono sbattute improvvisamente in faccia, causando una disperazione irreversibile. Veniamo così catapultati in Nightmare, la traccia strumentale più sinistra dell'intero album, dove le ovattate e quasi indistinguibili note inghiottite dalla malsana atmosfera, cercano allusivamente di comunicare il nichilismo che soggiace in ognuno di noi. "Total Desolation" è l'ultima track di questo incubo in musica, la più cupa e in vero stile "Depressive", la quale ricorda in certi frangenti i maestri Shining: ormai qualsiasi speranza è stata spazzata via, tutto si trascina lentamente verso l'inesorabile fine che tocca ad ogni cosa. Le vocals sono più presenti rispetto ad altre canzoni, rendendo l'atmosfera ancor più sulfurea ed opprimente.
A chiudere il cerchio ci pensa "Escape", nenia che riprende il mood funereo dell'intro, dotata dell'innaturale calma che solo la morte riesce a conferire anche a quei corpi che hanno sofferto a lungo prima di esalare l'ultimo respiro. Un rantolo fatto in musica.
"Destroying Something Beautiful" è uno disco che non si lascia ascoltare facilmente e destinato ad un pubblico che ha una certa familiarità con il Depressive più estremo, soprattutto per le implicazioni esistenziali che contiene: un bagno nella negatività più nera. Dal Belgio arriva una bella sorpresa per gli amanti di queste ostiche sonorità.
Voto: 75/100. Recensito da BloodyMary il 06/05/2008 | Lascia un commento | Puoi commentare una band una sola volta! Per lasciare il tuo commento devi essere registrato! |
|
|