Demanufacture

Anno
1995
Tracklist
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Testi e traduzioni:
Demanufacture, Replica, New Breed, A Therapy For Pain
Recensione:
Voto:
90/100
Quando si parla di Demanufacture, si parla probabilmente del capolavoro dei Fear Factory. Album unico per il periodo in cui fu pubblicato, dato che mischia a chitarre post-thrash inserti elettronici corredati da growl e clean vocals. Degno di nota anche il concept, che parla di un uomo che vuole ribellarsi ad un governo futuro in cui le macchine hanno il sopravvento, ed ogni canzone è un passo della sua storia.
I testi si sposano perfettamente con la musica; si sente infatti quell'aura futuristica conferita dalle tastiere. Ora analizziamo la prova dei singoli componenti: iniziamo dal batterista, Raymond Herrera, che dietro le pelli dimostra di avere un'ottima padronanza tecnica, specie con la doppia cassa. I suoi groove non sfociano mai in blast beats, salvo un piccolo pezzo di H-K(Hunter-Killer).
Dopodiché è il turno di Dino Cazares: ottimi i suoi riff, anche se c'è da notare che in tutto l'album non è presente neanche un assolo. Per alcuni ciò è un difetto, altri invece ritengono abbia fatto bene a non inserirne, in quanto il disco avrebbe perso integrità. Ottima anche la prova di Burton C. Bell, che si occupa sia del growl, sia del cantato pulito.
Il growl, usato più frequentemente del clean, è abbastanza buono, ma tutto sommato niente di così speciale, mentre il clean è molto bello, forte di una timbrica molto personale. La produzione del disco è abbastanza buona, ma ha un difetto: voce, chitarra e batteria (in particolar modo la doppia cassa) son messi ben in evidenza, a discapito del basso, che si sente raramente. Risulta quindi impossibile dare un giudizio a Christian Olde Wolbers.
Passiamo ora ad analizzare le tracce: la prima, la title-track, inizia con dei rumori elettronici seguiti dopo qualche secondo da alcuni colpi di doppia cassa. Successivamente sopraggiungono anche la chitarra e per qualche secondo il clean basso, quasi sussurrato di Bell, che diventa poi un growl feroce, molto aggressivo che culmina nel ritornello, molto trascinante e coinvolgente.
Si passa poi a Self Bias Resistor, canzone dotata di ottimi riff, batteria martellante e growl susseguiti nel ritornello da un ottimo clean. Negli ultimi 50 secondi la canzone rallenta, specie la batteria e fa la comparsa il clean inarticolato di Bell. Segue Zero Signal, una delle tracce più riuscite dell'album e dell'intera discografia dei Fear Factory in generale, dotata di un ritornello in clean splendido e un passaggio velocissimo di tastiera a poco più di metà canzone che trasporta la mente nel futuro e un finale in clean epico. La successiva traccia, Replica, affronta il tema degli abusi sessuali visti dal punto di vista della vittima. Da segnalare la doppia cassa martellante di Herrera nel finale e i riff di Cazares. Il quinto brano, New Breed, è forse il più violento dell'album ed anche il più corto: Herrera pesta duro sulle pelli, i riff sono molto aggressivi e non c'è spazio per il clean, con un growl che non lascia un attimo di respiro. Dog Day Sunrise è una cover degli Head Of David, gruppo molto apprezzato dai Fear Factory. E' una canzone diversa rispetto alle altre, dato che è abbastanza tranquilla e Bell canta solo in clean. In alcuni pezzi tra l'altro si sente anche il basso che accompagna la chitarra.
Body Hammer invece è uno dei pezzi meno riusciti dell'album: ciò non vuol dire che è brutta, anzi si lascia ascoltare facilmente, ma rispetto alle altre è un po' sottotono. Da segnalare comunque la prova di Herrera. Flashpoint è la seconda traccia più corta; anch'essa non raggiunge i 3 minuti di durata, ma rispetto a New Breed è meno aggressiva e presenta anche un pezzo cantato in clean.
H-K(Hunter-Killer) è un brano molto aggressivo, specie nei riff e nella batteria, mentre il clean compare solo come backing vocal nel ritornello, mentre Bell canta in growl, e dove, come già detto in precedenza, Herrera per qualche secondo fa uso di blast beat. Pisschrist è un pezzo anti clericale che si divide in due parti: la prima, che è la più aggressiva, dove Bell canta in growl, eccetto un piccolo pezzo in clean e la seconda, davvero stupenda, costituita dagli ultimi 2 minuti dove Bell sfoggia un clean molto sofferto, accompagnato perfettamente dalla batteria, dalla chitarra e dalle tastiere. Il disco si conclude con A Therapy For Pain, la traccia più lenta e tranquilla del disco, dove Bell canta solo in clean. Notare che gli ultimi 4 minuti della canzone contengono solo inserti cibernetici, che se ascoltati tutti trasporteranno la mente dell'ascoltatore nel futuro. Dal testo di questa traccia, inoltre, si capisce come andrà a finire il concept.
Insomma, Demanufacture è un disco che nel '95 ha dato uno scossone al mondo del metal e che influenzerà vari gruppi, fra cui gli Strapping Young Lad. Chi cerca qualcosa fuori dagli schemi, ha trovato il disco ideale.
Soulreaper