| Musica -> Melodic Black Metal -> Dark End -> Damned Woman And A Carcass Disco preferito da 0 utenti Per aggiungere ai preferiti devi eseguire il login.
1. Asking for Perfidious Poison (intro) 02:48 Compra CD, poster, merchandise e tanto altro... Cerca Damned Woman And A Carcass su ebay2. Vampire 04:22 3. Sed Non Satiata 03:23 4. Destruction 05:37 5. Damned Women 05:25 6. De Profundis Clamavi 05:51 7. A Carcass 05:43 8. Obsession 05:04 9. Terrible Pleasures and Frightful Sweetness (interlude) 02:06 10. The Two Good Sisters 04:51 11. The Dancing Serpent 06:35 12. Love Will Tears Us Apart (Joy Division Cover) 03:55 Al di là della definizione di "symphonic black metal", o più in generale di "melodic black metal", io personalmente direi che questa è una definizione giusta, ma anche sbagliata, perchè limitata e limitante nei confronti della band. Chiaramente l' impostazione di base è quella, ma andando avanti nell' ascolto del disco ci si rende conto di come sarebbe più corretto parlare di heavy metal estremo, e forse non sarebbe così azzardato neppure accostare alla proposta della band l' aggettivo "progressivo". Possiamo constatare la presenza di elementi caratteristici come blast beat, o delle aperture inquietanti e spettrali e di tastiera. Ma la tastiera stessa poi si "concede" a grandi aperture che pescano da strutture armoniche della musica classica, o a parti di pianoforte dal tocco "acustico" e molto intimo. Non solo come apertura o chiusura delle canzoni, ma come intermezzi e quindi parti integranti delle stesse, dove inseriti. Una componente essenziale nella diversificazione della proposta non può che essere data dalle chitarre. E' a queste che potrebbe essere riferito il termine "progressive". Le chitarre, anche se utilizzano il tremolo tipico del genere, se ne discostano il più delle volte ricorrendo a strutture più ariose (anche se pesanti e cupe) rispetto al melodic black metal; non solo: riff scomposti, fratturati, impostati come veloci break dall' ampio respiro melodico, arpeggi dal tocco etereo e fiabesco. Notevole la tecnica dei due chitarristi (anche del tastierista), pregevoli infatti le sezioni degli assoli. Anche il versante lirico merita attenzione, si tratta infatti di un concept incentrato sulla poesia di Baudelaire: tutte le canzoni sono traduzioni in inglese di alcuni testi originari delle raccolte "Les Fleurs Du Mal" e "Spleen Et Ideal". Per il futuro, se ne avrà i mezzi, la band dovrà migliorare la produzione, perchè nel complesso il suono della batteria e delle chitarre e la voce non sono ben definiti, ancora grezzi. Le premesse ci sono, la band è da seguire, qualunque strada intraprenderà Voto: 76/100. Recensito da Mythycal il 06/03/2010 Altre recensioni di questo utente:
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