Cycle Of Life

Anno
1980
Tracklist
1. Subconscious Penetrating 04:20
2. Back to Black 05:11
3. Here I Am 03:35
4. Astral Flyer 03:54
5. Go to Hell / Incarnation / Cycle Closes 02:43
6. Clairvoyant 03:27
7. Eternal Silence 04:20
8. Feed Me 03:06
9. Hermit 03:44
10. You\'re Talkin\' Too Much 03:32
L'immagine non è disponibileRecensione:
Voto:
68/100
Questo disco si rivela importante anzitutto perchè è uno dei primissimi dischi prettamente heavy metal, anche se incorpora ancora qualche elemento hard rock; quindi la sua importanza consiste per l' appunto nel definire la transizione dall' hard rock all' heavy metal, stabilendo le coordinate musicali proprie di quest' ultimo.
E' evidente infatti che le influenze dall' hard rock tendono ad emergere, anche se saltuariamente: ad esempio, la batteria, che specialmente nelle prime canzoni, mette in mostra un tiro “baldanzoso”, molto spigliato e poco incline a seguire il ritmo base, anzi scatendosi in una serie continua di piccole rullate e pattern, un tiro più progressivo insomma; poi anche alcuni riff di chitarra.
Lo stacco diventa però netto quando si prendono in esame le caratteristiche che riconducono all' heavy metal, e che sono molto più numerose. Comincia anche con questo disco a farsi strada l' asse portante di questo genere, cioè una sensazione “satanica”, cioè sinistra, oscura, capace di generare inquietudine, che sgorga già impetuosa da diverse ritmiche sparse in ogni canzone, impostate su scale minori, specialmente armoniche; poi la tendenza a creare riff con almeno una variante, canzoni costruite con un numero di riff medio superiore.
La produzione è di livello veramente infimo, le chitarre sono zanzarose e prive di qualsiasi spessore; la batteria, un ammasso di cartoni; solo il basso gode di un suono decente. Era il 1980, e per di più si parla di un disco realizzato da un gruppo finlandese (all' epoca la Finlandia non era certo assurta allo status musicale che può vantare oggi); personalmente quindi ritengo che a riguardo si possa anche chiudere un occhio.
L' aspetto propriamente musicale è molto migliore, e anche sorprendente, in questo senso: sembra il solito dischetto da niente, ed invece il disco cresce rivelando canzoni accattivanti e una cifra tecnica e creativa non così da poco. Gran parte delle canzoni si basa sugli stilemi classici (ma, considerato sempre che si tratta di un disco del 1980, non ci si poteva attendere altrimenti); ma sono ben diversificate, pensate per “attecchire” subito. Ma già si comincia ad avvertire qualcosa, una specie di impulso indefinito a tentare di andare oltre. Che si tratti delle sperimentazioni con la (poca) effettistica disponibile all' epoca (il finale di Subconscious Penetrating), di sperimentazioni con l' elettronica (Go To Hell / Incarnation / Cycle Closes), di ballate folkloristiche (Hermit), il gruppo offre qualcosa di non così circoscrivibile, ma che desta con forza l' impressione di qualcosa di anomalo, sperimentale. Anche se l' impressione conclusiva è che si tratti di abbozzi di sperimentazione involontari, e persino inconsapevoli.
Forse questo disco si meriterebbe qualche voto in più, ma alla fine penso sia giusto anche così.

PS: la curiosa copertina si riferisce al concept che “occupa” le prime cinque canzoni e che è spiegato anche nel libretto del disco: il subconscio del protagonista si risveglia, ricordandosi di essere stato Horus in una vita precedente. Non riuscendo a trovare, a causa di ciò, un posto nella società in cui vive, si uccide, e la sua anima trasmigra poi in un altro corpo (“il ciclo si chiude”). La fine del concept è affidata al brano elettronico che simula rumori spaziali (l' ipotetico viaggio che l' anima compie nel passaggio dal mondo immateriale a quello materiale).
Mythycal