Iced Tears - CD Metal - Crimson Glory
Home Page Musica Video Traduzioni Annunci Chat Concerti Forum Guestbook Directory Iscritti Cerca Amici Città




Musica -> Heavy Metal -> Crimson Glory -> Crimson Glory
Crimson Glory - Crimson Glory (cd cover) Disco preferito da 4 utenti.
Aggiungi ai Preferiti

Band: Crimson Glory
Disco: Crimson Glory
Anno: 1986
Tracklist:
1. Valhalla
2. Dragon Lady
3. Heart Of Steel
4. Azrael
5. Mayday
6. Queen Of The Masquerade
7. Angels Of War
8. Lost Reflection
Compra CD, poster, merchandise e tanto altro... Cerca Crimson Glory su ebay

Come per molti altri capolavori di heavy metal (inteso come genere a sé, non indicante quindi in questo caso l’ insieme dei sottogeneri), la parola chiave per comprendere al meglio Crimson Glory è “semplicità”. “Semplicità” in questo caso non è affatto sinonimo di trascuratezza, di trasandato. E’ evidente invece che la semplicità si riferisce alla costruzione delle canzoni: per l’ appunto semplici, lineare e dirette. Tutte e otto le canzoni che compongono questo disco rifuggono partiture intricate, ritmiche complesse, per puntare invece all’ immediatezza. Quindi, canzoni dirette e di facile fruizione, ma mai banali o scontate. Infatti si avverte anche, per altri aspetti, una certa complessità di fondo, particolarmente nella cura per gli arrangiamenti, a tratti quasi maniacale (in senso positivo), che si evince dalle numerose sovraincisioni di cui il disco abbonda, soprattutto per quanto concerne le parti vocali e della seconda chitarra.
“Semplice” non è nemmeno sinonimo di carenza tecnica. Un ascolto di Crimson Glory può trarre in inganno, e indurre a ritenere i musicisti di media bravura e non di più. In realtà, il gruppo decide saggiamente di ricorrere alla tecnica solo in sporadiche occasioni, per cimentarsi invece nella costruzioni di belle ritmiche, in assoli che davvero sprigionino un grande feeling, in una sezione ritmica coinvolgente; ma quando decide di esporre tutto il suo estro, allora si resta spiazzati dalla sua caratura tecnica. Menzione a parte merita il cantante Midnight. E’ evidente fin dalle primissime parole cantate che ci troviamo di fronte ad uno dei più grandi cantanti che questo genere abbia mai partorito, criminalmente ignorato, eppure in grado di rivaleggiare tranquillamente e senza alcuna difficoltà con i mostri sacri del genere. Midnight spazia senza alcuna difficoltà nelle note più alte, raggiungendo tonalità celestiali. A volte si ha l’ impressione che tenda a strafare, ma fermo restando che si tratta sempre di un’ impressione, e per giunta limitata a pochissimi passaggi, penso sia ampiamente giustificabile.

Potenza delle canzoni: al di là dell’ indubbiamente notevole livello qualitativo del disco, forse Crimson Glory non sarebbe riuscito a sfondare (almeno, per chi lo conosce), senza l’ apporto di due highlights fenomenali come Valhalla e Queen Of The Masquerade: due canzoni straordinarie, di quelle destinate a restare vive nella memoria degli ascoltatori. Se a questo aggiungiamo la presenza di almeno altre quattro canzoni di livello superiore (a mio parere, Heart Of Steel, Azrael, Mayday e Lost Reflections) su un repertorio composto in totale da otto canzoni, allora si avrà ben chiaro il valore dell’ album.
Crimson Glory non rientra nel filone dell’ epic metal, tuttavia sono presenti frammenti e passaggi che rimandano a questo sottogenere, o che, quanto meno, tendono ad avvicinarsi molto, nei bridge di Valhalla e di Queen Of The Masquerade e nell’ arpeggio iniziale di Heart Of Steel.
Infine, ulteriore nota di merito: Crimson Glory è un disco già maturo, che presenta uno stile originale, che paga dazio solo occasionalmente agli Iron Maiden e a pochissime altre influenze come Metal Church e Vicious Rumors.
Valhalla è una canzone cupa, caratterizzata da un incedere lento e maestoso; dà l’ impressione di un qualcosa di incombente a cui non si può sfuggire. Quando giunge il bridge, che Midnight interpreta in maniera superlativa e in cui il batterista Burnell si cimenta in pattern semplici ma incredibilmente azzeccati, si raggiungono vette emozionali straordinari, anche grazie all’ apporto delle tastiere (a cui il gruppo ricorre più volte); lo stesso all’ inizio dell’ assolo, dominato dalla tensione fra il riff, costruito su un accordi singoli, di Jackson, e il fraseggio di Drenning.
In finale, un acuto in sottofondo di Midnight, veramente prodigo in tal senso.
Dragon Lady è un pezzo più aggressivo e veloce, dotato di un buon riff nel ritornello e nell’ assolo.
Heart Of Steel, la canzone più lunga del disco, si apre con un tristissimo arpeggio, che Midnight enfatizza rendendo struggente, assieme al lento assolo di Drenning e alle tastiere, l’ intero passaggio.
La canzone si evolve poi viaggiando su tempi medi, mantenendo un approccio abbastanza “delicato”, con riff basati spesso su break chitarristici anziché su accordi veri e propri, a volti costruiti anche ricorrendo ad armonici. Qui poi si evidenzia l’ influenza esercitata dagli Iron Maiden, perché le chitarre eseguono una parte dell’ assolo all’ unisono, lasciando al basso la funzione di continuare a tessere le trame ritmiche.
Azrael comincia esattamente come Heart Of Steel, ma l’ arpeggio e le tastiere vengono lasciate volutamente sfumate, al fine di enfatizzare maggiormente l’ atmosfera creata da questo passaggio. La strofa non può che ricondurre ancora agli Iron Maiden: un’ autenticata cavalcata costruita su terzine, anche se riproposta a velocità inferiori. Nel riff immediatamente successivo all’ assolo si carpiscono anche le influenze dei Metal Church: richiama infatti la strofa di Hittman; segue poi un altro riff interamente basato sugli armonici, a dimostrazione della creatività del gruppo.
Mayday è un pezzo molto tirato: ritornello e riff dell’ assolo rimandano a “In Fire” dei Vicious Rumors dell’ anno precedente, ma il brano non ne viene affatto penalizzato.
Queen Of The Masquerade è l’ altro pezzo forte: già la strofa è ottima, caratterizzata da un riff spezzato dal vago sapore hard rock, ma prepara il terreno per il bridge a dir poco fenomenale, con una seconda chitarra che si esibisce in un giro assassino. Assistiamo poi ad un intervento di basso ipnotico con un velocissimo e costante intervento tastieristico: un giro ipnotico e contagioso.
Angels Of War deve subire il fascino unico di Queen Of The Masquerade, e ne risulta infatti penalizzata: non è affatto un brano anonimo, dotato anzi di una bella carica, ma si evolve in un bridge e in un ritornello che contrastano col carattere summenzionato della canzone, e che Midnight questa volta non riesce ad enfatizzare a dovere.
Lost Reflection è una ballad giocata tutta su un unico giro di chitarra acustica, poi ripreso in una violentissima scarica di chitarra elettrica. Una conclusione eccellente di un disco notevole.

La produzione è senz’ altro molto buona, tutti gli strumenti sono messi in evidenza, però si ha l’ impressione che il suono sia sì compatto ed energico, ma lievemente compresso.
Il risultato finale non ne è comunque per nulla penalizzato!



Voto: 98/100. Recensito da Mythycal   il 13/04/2007

Lascia un commento
Puoi commentare una band una sola volta!
Per lasciare il tuo commento devi essere registrato!




Iscriviti a BannerGratis - Lo scambio banner di Mr.Webmaster


Tutti i logo e marchi contenuti in questo sito appartengono ai rispettivi proprietari.
I commenti sono di proprietà di chi li ha inviati, tutto il resto © 2004-2008 by IcedTears
Tutti i diritti sono riservati, è severamente vietato copiare queste pagine senza l'autorizzazione del WebMaster.
www.icedtears.com
webmaster^@^icedtears.com
nuova alabarda crimini di guerra italiani