| Musica -> Black Metal -> Burzum -> Burzum-Aske EP Disco preferito da 58 utenti Per aggiungere ai preferiti devi eseguire il login.
1. Feeble Screams From Forests Unknown Compra CD, poster, merchandise e tanto altro... Cerca Burzum-aske Ep su ebay2. Ea, Lord of The Depths 3. Black spell of Destruction 4. Channelling The Power Of Souls Into A New God 5. War 6. The Crying Orc 7. My Journey to The Stars 8. Dungeons Of Darkness 9. Stemmen Fra Tarnet 10. Dominus Sathanas 11. A Lost Forgotten Sad Spirit Testi e Traduzioni Disponibili: A Lost Forgotten Sad Spirit, My Journey to the Stars, Channelling The Power Of Souls Into A New God, Ea,Lord Of The Depths, Feeble Screams From Forest Unknown Accantonati gli Old funeral, Varg Vikernes riemerge dalle tenebre dopo aver cambiato il monicker del suo solo-project Uruk-hai (con il quale aveva rilasciato il valido “Blast from ancient past”) in Burzum (ossia "oscurità ", anche questo nome mutuato dalla saga tolkeniana). E lo fa con un lavoro autointitolato (1992) a cui segue, di li’ a poco (1993), il famigerato EP Aske, la cui cover immortala i resti della stavkirke di Fantoft da lui incendiata (da notare che la prima tiratura dell’ EP comprendeva una confezione di fiammiferi per incentivare i roghi). Queste due uscite, che si possono considerare un tutt’uno data la continuità a livello compositivo, sono tra i primi esempi di “norwegian black metal”. Si parte con “Feeble Screams From Forests Unknown” e si è subito avvolti da un’ atmosfera malsana, claustrofobia e cupa. Il riffing è lancinante, ossessivo e dilatato per creare stordimento nell’ ascoltatore. Ma anche melodico, emozionale. Le vocals (la leggenda vuole che Varg si sia avvalso di un microfono rotto per realizzarle) sono strazianti, sofferenti ma anche evocative, e rendono ancora più efficace il mood disperato e angosciante creato dalla sola musica. Questo continuo assalto sonoro viene levigato da quattro pezzi strumentali, posti nel lavoro per diluire la tensione; da segnalare “Dungeons Of Darkness”, brano non propriamente strumentale quanto piuttosto un riverbero di oscuri e arcani fruscii, e la splendida “The Crying Orc”, basata su un corto riff ripetuto. Attraverso brani bellissimi come “Ea, Lord Of The Dephts”, “My Journey To The Stars” e “Stemmen Fra Tarnet” si giunge al capolavoro “A Lost Forgotten Sad Spirit”, brano conclusivo che in 11 minuti sublima tutta la magia e tutte le emozioni che trasudano dai solchi di questo album dalla bellezza agghiacciante. Voto: 100/100. Recensito da iconoclasta il 02/10/2005 Altre recensioni di questo utente:
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