Burning Bridges

Anno
1999
Tracklist
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Testi e traduzioni:
Burning Bridges, The Immortal
Recensione:
Voto:
89/100
La storia degli Arch Enemy è divisa in due periodi ben distinti: l'era Liiva e quella Gossow. La prima inizia nel '96, e termina nel 2001 quando il vocalist della band, Johan Liiva, esce dal gruppo. Gli album pubblicati in questi cinque anni furono i seguenti: Black Earth (1996), Stigmata (1998) e Burning Bridges (1999).
L'era Gossow inizia nel 2001 con l'entrata della nuova singer, Angela Gossow, e continua a persistere. Gli album pubblicati in questo periodo sono: Wages of Sin (2001), Anthems of Rebellion (2003), Doomsday Machine (2005) e Rise Of The Tyrant (2007). I primi due album con Liiva risultano molto più duri rispetto a quelli con la Gossow, che sono molto più melodici.
C'è chi ritiene Liiva migliore rispetto alla Gossow e chi, al contrario, considera quest'ultima superiore al suo predecessore. Burning Bridges è un album che musicalmente si colloca in mezzo a queste due ere, dato che ha si, la pesantezza dei primi due dischi, ma ha anche la melodia caratteristica degli album che seguiranno, risultando quindi una sorta di ibrido tra le due ere.
Parliamo quindi di questo disco, partendo dalla line-up: alla chitarra solista troviamo il leader della band, Michael Amott (ex Carcass). Ottimi i suoi assoli, tecnici, melodici e coinvolgenti ed i suoi riff, a tratti melodici, a tratti molto duri. Alla chitarra ritmica abbiamo suo fratello, Christopher Amott, autore anche lui di un'ottima prestazione. Alla voce troviamo il già citato Johan Liiva, che forse in quest'album ci regala la sua prestazione migliore.
Dietro le pelli siede Daniel Erlandsson, dotato di una tecnica esplosiva che non annoia mai ed infine al basso troviamo Sharlee D'Angelo, dal 1993 bassista dei Mercyful Fate. La produzione è abbastanza buona: nessuno strumento risulta eccessivamente penalizzato, nemmeno il basso, udibile in alcuni passaggi. Va però detto che chitarre e voce sono in primo piano rispetto agli altri strumenti.
The Immortal, la prima traccia del disco, si apre con un due chitarre non molti veloci, ma dure, ed una batteria lenta. Dopo poco però velocizza e fa la sua comparsa Liiva con un cantato molto veloce. Il pezzo successivo, Dead Inside, si apre velocemente e poco dopo l'inizio compare un assolo abbastanza corto. Ottimo il ritornello, in cui la lead guitar mantiene linee melodiche, mentre la chitarra ritmica conserva sempre una certa pesantezza.
Il terzo brano, Pilgrim, si apre con un fill di Erlandsson, che in questa canzone dimostrerà di essere un ottimo batterista. Tra l'altro, anche se per pochi secondi ed in sottofondo, compare la tastiera. Silverwing è una traccia dotata di uno splendido assolo, melodico e coinvolgente, anche se qualcuno potrebbe ritenere il ritornello un po' noioso.
Demonic Sciente è una canzone contenente un ritornello molto lento ed un assolo finale molto lungo privo di incisività, che alla lunga stanca. Seed Of Hate è un pezzo che dopo l'intro contiene una bellissima parte tranquilla in cui Liiva non canta in growl, ma sussurra delle parole, dimostrando di essere un buon singer anche dal punto di vista emotivo. Dopodiché ricompaiono le chitarre elettriche e Liiva riprende a cantare in growl.
Angelclaw è un brano in cui Liiva canta la prima strofa in scream, cosa abbastanza insolita per lui, mentre la seconda viene cantata in growl, nonostante in sottofondo continui a sentirsi il suo scream. Chiude l'album la title-track, pezzo che spiazza l'ascoltatore. Brano particolare perché si differenzia dagli altri, in quanto si può considerare death-doom. La batteria e le chitarre hanno un incidere lento e già dall'inizio compare un ronzio disturbante, ma che si adatta benissimo alla canzone, mentre il growl di Liiva è più minaccioso e cavernoso del solito.
Ad un certo punto compaiono violino e tastiera, mentre le chitarre e la batteria scompaiono lentamente. Si chiude così quest'album, con un brano che va ascoltato più volte per essere capito.
In conclusione, consiglio vivamente quest'album a chi non ha mai ascoltato gli Arch Enemy con Liiva.
Soulreaper