Bringer Of Plagues

Anno
2009 (28 Luglio)
Tracklist
1. Facebreaker 03:42
2. The Battle Of J. Casey 03:42
3. Undivine Prophecies 01:07
4. Bringer Of Plagues 03:40
5. Redefine 03:46
6. Anarchaos 04:40
7. Monolithic Doomsday Devices 05:24
8. Letter To Mother 03:36
9. Enemy Kill 03:11
10. Darkness Embedded 04:34
11. The End Begins 04:58
12. Forever The Failure 03:32
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Voto:
77/100
Secondo disco per Dino Cazares & Co, sotto il nome di Divine Heresy. Sono passati due anni dall'esordio, ma quasi niente è cambiato nel frattempo. Infatti, a parte aver rubato il cantante ai The Bereaved, i nostri vantano sempre lo stesso contratto con Roadrunner e musicalmente non hanno variato nemmeno una virgola rispetto a quanto fatto con Bleed The Fifth, siamo ancora una volta catapultati nel bel mezzo del mix tra death metal, modern thrash e inserti industrial, una mistura che vede colare riff ovunque, supportati da cambi di tempo improvvisi, un lavoro di batteria che fa impressione, lasciato al protagonista Tim Yeung, mostruoso come sempre! Per non parlare delle chitarre dell'ex-Fear Factory Cazares, capace di sfornare una ritmica che ormai da anni lo constraddistingue nel panorama estremo, e che chi, come me, ha seguito i già citati Fear Factory, non scorderà mai. Ottimali sono, allo stesso tempo, le aperture più melodiche, su cui si stende alla perfezione la voce del neo-arrivato Travis Neal, il quale sembra essere un pò un clone del vecchio cantante, stilisticamente parlando.
Certo, alla lunga un disco come questo risulta un pò ripetitivo, infatti ogni canzone è costituita da beats e devastazione di grancassa, riff ultra-veloci, e poco dopo breakout e ripartenze, una formula un pò abusata, ma che comunque non stufa, perchè, come sempre, il songwriting è curato e la proposta racchiude tanta energia da farvi esplodere i timpani, con un impatto frontale da far paura, nonostante il sound lasci anche pensare l'ascoltatore, e soprattutto, riesce a coinvolgere in ogni frangente, con una serie di ritornelli riuscitissimi, anche se leggermente pop, alle volte.
C'è poco altro da dire, se non che, probabilmente, Bringer Of Plagues, può soddisfare quasi esclusivamente chi ha apprezzato il primo disco, mentre per gli altri potrebbe risultare un pò scontato.
Aggressivita e groove da vendere!
Hellrob