Brave Murder Day

Anno
1996
Tracklist
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Testi e traduzioni:
Day, Endtime, 12, Rainroom, Murder, Brave
Recensione:
Voto:
92/100
Già nel 1993, con il loro debut album Dance Of December Souls, i Katatonia dimostrarono di essere un'ottima band, capace di amalgamare un ottimo Black/Doom a testi depressivi. La formazione prevedeva una tastiera (Day DiSyraah), un basso (Israphel Wing), una chitarra (Anders Nyström, all'epoca conosciuto anche come Blackheim), una voce e una batteria (entrambi erano compito di Jonas Renkse, al tempo Lord Seth). Nel 1996 uscì Brave Murder Day, un concept album sul suicidio, caratterizzato da un cambio di stile e di line-up. Alla tastiera si sostituisce una seconda chitarra, suonata da Fredrik Norrman (da lì in poi componente stabile dei Katatonia), mentre Anders Nyström si occuperà sia della chitarra, sia del basso. Jonas Renkse, come in Dance Of
December Souls si occuperà della batteria e del cantato pulito, mentre al growl e allo scream abbiamo un ospite d'eccezione: Mikael Åkerfeldt, come tutti sapranno voce e chitarra degli Opeth. Si passa dunque dal Black/Doom degli esordi ad un Death/Doom, dove chitarre e batteria velocizzano rispetto a Dance Of December Souls. Inoltre non compare più quello scream esasperato, quasi malato, ma c'è un growl cupo, soffocante, che in qualche passaggio tende a sfociare in uno scream disperato. D'altra parte Renkse, come già detto in precedenza, si occuperà di un cantato pulito molto sofferto, disperato, che caratterizzerà i futuri album dei Katatonia. I riff distorti di chitarra inoltre danno quella sensazione di malinconia che insieme al cantato di Åkerfeldt e alla batteria granitica rappresentano uno dei punti forti dell'album. Da tutte queste caratteristiche otteniamo quindi 41 minuti di pura depressione, disperazione e desolazione. Da notare che le prime tre tracce compongono il titolo dell'album (Brave, Murder e Day).


Il disco si apre con Brave, la traccia più lunga dell'album. Splendido il riff iniziale, un monolite di tristezza, condito dalla voce di Åkerfeldt. Molto bella la parte che va dai 3 ai 5.25 minuti, dove le due chitarre tirano fuori il meglio di sé. Dopodiché abbiamo un pezzo in cui compaiono le tastiere,
dove Åkerfeldt si fa notare con un urlo di 18 secondi, a cui segue il riff già trovato a inizio brano. Segue la minacciosa Murder, dotata di un pezzo dove compare la tastiera, seguita poi da un assolo di chitarra. Il pezzo successivo, Day, è il più tranquillo dell'album ed è interamente cantato da Renkse, che fa viaggiare la mente con la sua voce malinconica e delicata. Tuttavia chi ha un po' di orecchio noterà che Renkse e Åkerfeldt (quest'ultimo in clean) pronunciano insieme la frase "Let's stay here for a while". Non compaiono quindi le chitarre elettriche, ma solo basso,
batteria e tastiera. Appena finisce Day parte subito Rainroom, che come Brave è dotata di uno splendido riff iniziale molto malinconico. Poco dopo sopraggiunge un assolo, durante il quale Åkerfeldt alterna il growl allo scream. L'arpeggio successivo ci introduce ad una breve parte in cui ricompare Renkse con la sua voce pulita. Verso la fine del brano si riprende il riff iniziale, ma stavolta la batteria velocizza il ritmo, fino a culminare in un
pattern di doppia cassa, per una parte finale molto bella e coinvolgente. La traccia successiva, 12, è forse la meno riuscita dell'album. E' un buon pezzo, ma sfigura in mezzo a questi cinque capolavori. Tuttavia sono molto belli i vari arpeggi distribuiti per il brano, ma i riff di chitarra non convincono appieno. Endtime, l'ultimo brano del disco, viene introdotto da un arpeggio, interrotto verso i due minuti e mezzo dalla lead guitar,
successivamente raggiunta dalle urla di Åkerfeldt. Ricompare per poco anche la voce pulita di Renkse, a cui fanno seguito il growl di Åkerfeldt e la doppia cassa. Il brano termina con un ennesimo arpeggio a cui si sovrappone una chitarra, creando un effetto confusionario.


Appena finisce l'album si rimane disorientati, ma si ha l'impressione di aver appena ascoltato un capolavoro. A chi questo disco non fosse piaciuto al primo impatto, consiglio di riascoltarlo ancora qualche volta, per cercare di comprendere appieno soprattutto i riff di chitarra, molto studiati ed elaborati. Difatti è un album che necessita di molti ascolti per essere capito, ma ciò nonostante dubito che gli amanti di queste sonorita (e non, perché no?) non lo
ritengano un capolavoro. Peccato per 12, traccia che fa abbassare il voto finale, ma non preoccupatevi: il mio giudizio riguardo questo brano è soggettivo, per cui non date importanza a ciò che ho scritto e giudicate voi stessi.
Soulreaper