| Musica -> Death Metal -> Morbid Angel -> Blessed Are The Sick Disco preferito da 74 utenti Per aggiungere ai preferiti devi eseguire il login.
1-intro Compra CD, poster, merchandise e tanto altro... Cerca Blessed Are The Sick su ebay2-fall from grace 3-brainstorm 4-rebel lands 5-doomsday celebration 6-day of suffering 7-blessed are the sick/leading the rats 8-the kingdom come 9-unholy blasphemies 10-abominations 11-desolate ways 12-the ancient ones 13-in remembrance Testi e Traduzioni Disponibili: Blessed Are The Sick-Leading The Rats A tre anni dall’uscita di quel capolavoro seminale che porta il nome di “Altars of Madness” i Morbid Angel sono chiamati a riconfermarsi, un impresa tutt altro che semplice. Eppure il combo floridiano centra l’obiettivo riuscendo nello stesso istante a progredire musicalmente. “Blessed Are The Sick” vede la luce nel 1992,in piena esplosione death metal. Basta un solo ascolto di questo platter per rendersi conto di aver di fronte un nuovo capolavoro, un nuovo classico del genere. Capitanati dall’estroverso genio Trey Azagthoth, i Morbid Angel ,per la prima e unica volta nella loro storia, riescono a riconfermare la stessa line up dell’album precedente(escludendo “Entangled In Chaos” che comunque è un live e non un album da studio): ad accompagnare lo storico chitarrista infatti troviamo David Vincent(voce e basso), Pete Sandoval(batteria)e Richard Brunelle(chitarra). Siamo di fronte a quattro musicisti con la M maiuscola. “Blessed are The Sick” si compone di 13 brani, 4 dei quali strumentali per una durata complessiva poco inferiore ai 40 minuti. Le novità rispetto al precedente album sono molteplici: 1) il sound si fa più cupo,opprimente ,malsano e pesante; 2) le influenze thrash,tanto palesi nel precedente platter, qui vengono ridotte quasi a reminescenze; 3) la produzione migliora rendendo i suoni più nitidi e levigati; 4) strumentalmente parlando, le chitarre si fanno più ribassate, il drumming di Pete Sandoval si fa più corposo,la batteria ha un suono caldo e ogni pezzo del set può essere tranquillamente distinto, il growl di Vincent si fa più gutturale donando ad ogni composizione una nuova linfa malvagia; 5) infine, per la prima volta, l’introduzione nella tracklist di brani strumentali,una scelta che diverrà costante nel proseguo della carriera del combo. Non cambiano sostanzialmente le lyrics incentrate sempre sull’esoterico, sull’anticristianesimo e con l’influenza ancora palese della letteratura di Lovecraft. Quest’ultima è dovuta principalmente al fatto che tre brani di questo “Blessed Are The Sick” ,precisamente “Unholy Blasphemies”, “Abomination” e “The Ancient Ones” ,sono stati ripescati(e risuonati)dallo storico “Abominations Of Desolation”,un demo che ruotava praticamente attorno al satanismo e al concept lovecraftiano. Ma passiamo alla breve analisi dell’album: “Blessed” si apre con un intro caotica che va ad inserirsi direttamente nella prima vera traccia dell’album, “Fall From Grace” . Questo brano dall’incipit cadenzato si presenta con una serie di riff armonici e monolitici, Pete Sandoval va giù veloce con la sua batteria mentre il growl di Vincent vomita fuori il suo odio. Immancabili i mid-tempos atti a rallentare la ritmica e donare variabilità alla composizione,come ad esempio quello presente al secondo minuto e mezzo. Nel finale, mentre Brunelle e Azagthoth si spartiscono gli assoli,spunta la clean voice di Vincent… “I Ride The Flesh And The Sinner Of Hell, I Am Belial, I Bend Knee Not Before My Selfish Desire”… Un brano che fa notare subito i cambiamenti rispetto al passato. “Brainstorm” porta la ritmica a tempi più veloci grazie a riffs subito serrati ed intricati. Brano ricchissimo di stop’n’go e degli immancabili assoli ammalianti ed arcani dove entrambi i chitarristi danno sfoggio di tecnica sopraffina. Particolarmente minaccioso il cantato di Vincent… “Gods Transform Me, The Storm Will Cleanse Me, Civilised I Shall Not Be, By This Holy Strain Of Laws”… “Rebel Lands” si apre con Sandoval subito sugli scudi accompagnato da una serie di riff irregolari e seguito da un affondo in growl di Vincent. Un pezzo da subito diretto con un interessante mid-tempo al minuto e 40 dove la scena viene dominata con un assolo prima di Brunelle e poi di Azagthoth. Un brano molto efficace in cui si nota come lo stile dei Morbid Angel si sia arricchito di particolari e arrangiamenti di classe. Particolari come la successiva “Doomsday Celebration” ,splendido brano atmosferico con organo e tastiere messe bene in evidenza e suonate ineccepibilmente dal geniale Trey Azagthoth. L’album si mantiene omogeneo e così questa strumentale và ad “allacciarsi” direttamente a “Day Of Suffering” , il brano che forse più di tutti fa notare il cambiamento di stile nel modo di cantare di Vincent, ricco di growl profondissimi che diverranno una futura costante in album come “Covenant” e “Domination”. Questo è il pezzo più corto(escludendo ovviamente le strumentali) mai scritto dai Morbid Angel con il suo minuto e 50 di durata; nonostante ciò siamo di fronte ad una canzone incredibile,devastante e trascinante. Nel web è facilmente reperibile un video dove i Morbid Angel(periodo Tucker)durante un live suonano questo brano con alla voce Phil Anselmo(ottimo il suo growl), grandioso vocalist degli indimenticabili Pantera: una vera chicca! Arriviamo così a metà album dove troviamo “Blessed Are The Sick/Leading The Rats”: si tratta probabilmente del brano più complesso di tutto il platter. Una performance variegata ricca di improvvisi break e giri di chitarra stranianti con l’impeccabile(ma non è una novità )lavoro dietro le pelli di Sandoval,qui impegnato su ritmi più cadenzati. Il brano pare concludersi al terzo minuto ma poco dopo una seri di riff monolitici,quasi claustrofobici aprono una nuova breve sezione che ci porta sul finale dove, a sorpresa, sbuca fuori un flauto evocativo e molto orientaleggiante. “Thy Kingdom Come” riporta la ritmica su tempi veloci. L’infinita spinta emotiva del riffing,il solito lavoro ultravirtuoso alla chitarra solista accompagnato dalle poderose vocals si Vincent e dal chirurgico drumming di Sandoval rendono questo brano piacevole ma,a mio modesto parere,leggermente sottotono rispetto agli altri. Una sbavatura quasi invisibile che non intacca la sacralità del disco. Il platter riprende ,infatti, le coordinate iniziali grazie a due intramontabili classici: “Unholy Blasphemies” e “Abomination”. Questi sono due brani di cui ho già avuto opportunità di scrivere nella recensione di “Abominations of Desolation”. Ovviamente le nuove riproposizioni risultano nettamente superiori a quelle demo: il sound è più pulito,corposo,pesante e molto death metal. Le qualità tecniche dei musicisti fanno il resto. “Unholy Blasphemies” si presenta con una ritmica decisamente rapida dove ad un rifferage serrato si aggiungono vocalizzi profondi e assoli iperveloci,un brano corto ma dal devastante impatto. Ancora una volta i Morbid Angel si dimostrano abili nell’alternare sfuriate a tempi più compassati, “Abomination”, infatti, si presenta con una ritmica più vicina a quella della title-track e spezza un po’ il ritmo imposto dai due brani precedenti. Brunelle e Azagthoth si spartiscono come sempre una quantità industriale di assoli, mentre Vincent si fa sempre più minaccioso… “The Priest Of Chaos Chant From The Book Of The Worm, They Burn The Symbols Of Christ, We Spit On The Virgin Lamb”… Si arriva così alla splendida “Desolate Ways”,struggente strumentale dalla melodia riflessiva frutto dell’arpeggio di chitarra acustica operato dall’eccellente Richard Brunelle, un chitarrista,purtroppo,mai troppo compianto. “The Ancient Ones” è il brano più lungo dell’album con i suoi quasi sei minuti di durata. Aperto da un iniziale overdose di assoli e pattern di doppia cassa questa traccia è figlia della primordiale demo version intitolata “Azagthoth”. Un brano dalla ritmica intricata gravida di innumerevoli mid-tempos e dove i vocalizzi di Vincent rispolverano i vecchi fasti, preferendo il growl marcio e fetido a quello più gutturale, segno evidente della grandissima versatilità di questo vocalist. Conclude l’album “In Remembrance”,altro strepitoso brano strumentale caratterizzato dall’ottima prova al piano di Trey Azagthoth. Un pezzo che chiude alla perfezione questo immenso capolavoro. Con “Blessed Are The Sick” i Morbid Angel fanno più di un passo avanti rispetto ad “Altars” maturando il loro sound e personalizzandolo sempre più,migliorando la produzione,progredendo musicalmente,arricchendo il loro stile; un album che rappresenta l’inizio di un evoluzione stilistica che culminerà con lo strepitoso “Domination”. In definitiva, un album semplicemente indispensabile. Voto: 98/100. Recensito da Cadavere il 28/09/2006 Altre recensioni di questo utente:
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