Iced Tears - CD Metal - Beneath The Remains
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Musica -> Thrash Metal -> Sepultura -> Beneath The Remains
Sepultura - Beneath The Remains (cd cover)
Disco preferito da 58 utenti
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Band:Sepultura
Disco:Beneath The Remains
Anno:1989 (5 Settembre)
Tracklist:
1. Beneath the Remains 05:14
2. Inner Self 05:10
3. Stronger Than Hate 05:54
4. Mass Hypnosis 04:26
5. Sarcastic Existence 04:46
6. Slaves of Pain 04:04
7. Lobotomy 04:59
8. Hungry 04:31
9. Primitive Future 03:10
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Se si parla dei Sepultura al giorno d’oggi, è forte lo sgomento da parte della gente da come possano essere passati da un genere cosi estremo dei primi album, ad un hardcore (se tale si può considerare) cosi poco “espressivo” (almeno secondo il mio punto di vista).
Stà di fatto che i Sepultura, dopo aver inciso un album grezzo e marcio come Schizophrenia, passano alla Roadrunner, una delle etichette più famose in ambito Metal ma soprattutto Thrash dell’epoca.
La produzione è molto più curata, voce limpida, chitarre e batteria registrate molto bene, senza nominare il basso di Paulo Jr. , che come al solito è molto poco influente sulla musica proposta da Max e compagni.
Detto questo, l’atmosfera è, forse, meno accattivante dell’album precedente, ma sempre di grande rilievo: Si parte con l’intro della titletrack, che accompagnerà nel tour di quest’album e del successivo, la conclusione (quasi sempre) dei concerti.
Chitarre “spezzaorecchie” affondano nei minuti che seguono questo pezzo, con una batteria martellante, violenta, con una doppia cassa usata divinamente.
La voce di Max è cattiva, destinata a diventare unica e sola in grado di poter cantare questi pezzi cosi violenti e spietati.
La seconda traccia, rimarrà sempre nelle pagine memorabili del Thrash Metal: un accordo per memorizzare tutto quello che i Sepultura vogliono urlare al mondo. Il “mi” padroneggia in “Inner self”, con stacchi che passano dall’hardcore al crust e un testo semplicemente eccezionale dove Cavalera parla di “se stesso” e di ciò che non farà mai per abbassarsi ai piedi mondo.
Le prossime due tracce sono al limite tra il Thrash e il Death (come del resto tutto l’album), “Stronger than hate” e “Mass hypnosis” sono i titoli, con una batteria incessante, penetrante, cambi di tempo che non fanno altro che far scuotere la testa ad ogni secondo, senza parlare dei due martelli che Kisser e Cavalera hanno fra le mani: due pericoli pubblici!
Gli assoli sono ben studiati da Kisser, basati perlopiù su note molto alte ma accattivanti, senza contare il lavoro di “stesura” dei testi assieme a Max.
Le prossime tracce, “Sarcastic existence”, “Slave of pain”, “Lobotomy” e “Hungry”, presentano i soliti temi di violenza, la libertà non trovata, la società che ci opprime, i problemi di fame, di soldi e di condizione sociale presenti in Brasile.
Le chitarre sono infermabili per quanto raggiungano cosi violentemente l’orecchio dell’ascoltatore, con una doppia cassa che smorza i toni.
L’album si conclude con “Primitive future” ,velocissima in tutte le sue parti, con una voce ancora più arrabbiata e sporca, con un finale che lascia nelle orecchie l’urlo disperato e mostruosamente convinto del leader dei “veri” Sepultura.
Un album coi fiocchi per tutti gli ascoltatori del Metal estremo e oltre; Un capolavoro sonoro dalla potenza micidiale. Veloce, incisivo, e per niente semplice all’ascolto.
DA AVERE!

Nella versione rimasterizzata sono presenti le tracce della batteria di “Inner self” e “Mass hypnosis” , e in più la cover di “A hora e a vez do cabel nascer”.

SCRITTA ORIGINARIAMENTE DA Grunger

Voto: 90/100. Recensito da Newsted88   il 24/10/2007

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