Iced Tears - CD Metal - Attera Totus Sanctus
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Dark Funeral - Attera Totus Sanctus (cd cover)
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Band:Dark Funeral
Disco:Attera Totus Sanctus
Anno:2005
Tracklist:
1. King Antichrist (04.39)
2. 666 Voices Inside (04:38)
3. Attera Totus Sanctus (05:37)
4. Godhate (05:06)
5. Atrum Regina (05:33)
6. Angel Flesh Impaled (05:53)
7. Feed On The Mortals (05:41)
8. Final Ritual (05:44)
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Testi e Traduzioni Disponibili: Atrum Regina, King Antichrist, 666 Voices Inside, Attera Totus Sanctus
Sono passati nove anni da quando i Dark Funeral debuttarono sulla scena con il micidiale “The Secrets Of The Black Arts”, undici considerando i primi vagiti di questa infernale creatura(“Dark Funeral” ,1994).
Ebbene ,dopo tutti questi anni si può affermare tranquillamente che questo combo svedese è quanto di meglio la scena black europea abbia sfornato da metà anni 90 in poi. Un affermazione che non deve essere considerata eccessiva e questo “Attera Totus Sanctus” ne è l’ennesima prova a favore.
Il combo capitanato dall’indiscusso leader Lord Ahriman non sembra voler arrestare la sua micidiale ascesa all’olimpo del metal estremo dando l’ennesima prova di coerenza e dedizione al verbo del metal più nero.
Dopo una serie di lavori magistrali come “Vobiscum Satanas”, “Diabolis Interium” e il monumentale live “De Profundis Clamavi ad Te Domine” poteva starci un calo fisiologico: i Dark Funeral però ancora una volta sono riusciti a smentire tutto ciò.
“Attera Totus Sanctus” è un lavoro di incredibile maturità in cui il combo svedese sfodera l’ennesima prova di altissima caratura enfatizzata da una produzione di eccelsa qualità.
I cinque svedesi centrano nuovamente il bersaglio partorendo otto tracce di fottuto black metal senza compromessi. Lord Ahriman si fa accompagnare alla chitarra da Chaq Mol sfoderando l’ennesima prova azzeccata grazie anche alle solite incredibili trame chitarristiche divenute oramai marchio stampato a fuoco dei Dark Funeral. Emperor Magus Caligula lascia il basso a Gustaf Hielm concentrandosi interamente sullo screaming ,un po’ meno graffiante che nei precedenti platter ma ancora di livello apprezzabile. Infine Matt Modin, straordinario dietro le pelli, una macchina da guerra inarrestabile dal primo all’ultimo minuto, sicuramente il migliore del five-piece in quest’album.
Le coordinate su cui si muovono i Dark Funeral in questo “Attera Totus Sanctus”sono le solite, quelle che il combo svedese segue oramai da un decennio pieno: ritmiche tritasassi , vocalizzi sgraziati e crudi e il solito alone infernale,blasfemo,satanico che trasuda da ogni brano.
Pur non proponendo sostanzialmente nulla di nuovo , i Dark Funeral aggiungono quel solito valore in più alla loro nuova creazione il che la rende comunque unica, differente rispetto al passato: una “politica”(vincente) non certo nuova per i Dark Funeral. Rispetto al precedente “Diabolis Interium” il sound è stato decisamente modificato, frutto di una produzione che,come ricordato prima, enfatizza,leviga,smussa lo spigoloso muro di chitarre e batteria rendendolo sicuramente meno ruvido e meno pesante ma non certo meno efficace.
Le otto tracce dell’album scorrono via lineari e senza intoppi: a differenza del passato, si riesce finalmente a prendere una boccata di ossigeno tra una traccia e l’altra. I Dark Funeral dimostrano ancora di saper andare giù pesante ma con più ordine e ragione.
Le macabre danze del platter vengono aperte da “King Antichrist” in cui Modin si rende subito protagonista: blast-beat, rullanti e doppia cassa si susseguono uno dietro l’altro a velocità e precisione impressionante. Le due asce danno il via ad un riffing armonico e compatto sul quale si “poggia” alla perfezione lo screaming disperato di Caligula. Il brano risulta tra i più interessanti del platter e posto come opener rende subito in chiaro le cose.
Concetto ribadito anche dalla successiva “666 Voices Inside” che ne segue fedelmente le coordinate. Due brani, questi, dal chorus devastante e di sicuro impatto in sede live.
Si arriva alla title-track, aperta da un inquietante e ossessiva trama chitarristica su cui si poggia una doppia cassa perfetta e limpida. L’incipit si interrompe per dar spazio alla tipica ritmica in pieno stile Dark Funeral.
Stessa soluzione viene adottata da “Godhate” ,altro pezzo consigliato di questo lavoro: stop’n’go a profusione,batteria monumentale e chitarre falcia-tutto accompagnano un Emperor Magus Caligula intento a lanciare terrificanti anatemi contro la “Volta Celeste”(e non è certo una novità). Anche questo brano presenta un refrain a dir poco devastante e coinvolgente.
Più melodico il successivo episodio, “Atrum Regina”(di cui è reperibile il video live nel sito ufficiale della band); si tratta ovviamente di una melodia acerba e malata, accessibile soltanto a chi è abituato a questo genere. Il ritmo si fa più cadenzato e per la prima volta ,nell’album, Modin si mette quasi in secondo piano limitandosi ad accompagnare la ritmica decelerata con qualche pattern di doppia cassa. Un orecchio esperto può notare persino la presenza del basso, elemento spesso accantonato nelle realizzazioni degli svedesi.
A riscaraventarci sulla sedia ci pensa “Angel Flesh Impaled”: i tempi ritornano ad essere quelli di inizio album con la ritmica indiavolata e la batteria devastante. Non manca però la componente melodica anche in questo brano, con qualche mid-tempo a spezzare un po’ il ritmo: il risultato è un brano veramente efficace.
“Feed On Mortals” si apre in maniera non molto differente rispetto alla title-track. Anche qui la ritmica non da scampo lasciando comunque sufficiente spazio al solito manto melodico .
La degna chiusura del platter viene affidata a “Final Ritual”, brano in cui vale lo stesso discorso per le precedenti composizioni.
In conclusione, se volete ascoltare dell’ottimo black metal,ben prodotto e ben realizzato, “Attera Totus Sanctus” fa al caso vostro: non sarà certo un capolavoro ma è sicuramente una delle migliori uscite in campo estremo del 2005,e questo basta e avanza per farlo vostro!
Onore a questo grande gruppo!


Voto: 88/100. Recensito da Cadavere   il 22/11/2006

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