Iced Tears - CD Metal - Antikosmos
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Arckanum - Antikosmos  (cd cover)
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Band:Arckanum
Disco:Antikosmos
Anno:2008 (21 Giugno)
Tracklist:
1. Svarti 06:02
2. Dauđmellin 04:34
3. Rřkulfargnýr 05:04
4. Blóta Loka 05:14
5. Nákjeptir 04:06
6. Eksortna 01:29
7. Sú Vitran 06:25
8. Formála 04:06
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Un album particolare che si distacca dal solito stile con cui Shamaatae ci ha sorpreso nei capolavori Fran Marder, Kostogher e Kampen; un fattore che salta subito all’orecchio è che il suono delle chitarre è cambiato, si è rafforzato e ha forse perso un po’ del suo fascino e della sua atmosfera. La voce non è più raggelante come un tempo, se prima sembrava provenire dalle profondità di una caverna tra le cime di un monte ora sembra adattarsi a uno stile in cui il black metal contemporaneo si sta evolvendo: registrazioni sempre più all’avanguardia, ore di studio, mixing lunghissimi.. tutto questo ha fatto calare il pathos che Arckanum sapeva trasmettere.
Di buono c’è l’evoluzione che ha seguito a livello percussivo, se prima i ritmi da lui proposti erano lievemente monotoni, ora nuove influenze (che definirei thrash metal) hanno fatto sia che la monotonia sparisse.
Il disco si apre con Svarti, un pezzo davvero niente male con un incipit di synth e voce narrante; alla parola Ragnarok la batteria lancia la canzone con un riff massiccio che si evolverĂ  in uno stile leggermente simile alla tanto gloriosa “Baphomet” dell’11˚ anniversario, fino a diventare un giro triste e malinconico, come solo questa one man band sa fare; il pezzo terminerĂ  poi ripentendo uno dei riff principali.
Sulle successive 2 traccie c’è poco da dire, un black metal del quale si può riconoscere la provenienza ma con un tono più aggressivo rispetto al solito Arckanum.
A questo punto parte la traccia più strana dell’intero album “Blota Loka”; dei synth apocalittici con qualcosa di industrial creano una strana atmosfera che mai ci si aspetterebbe e delle voci oscure
parlano dell’argomento principale di questo lavoro: l’anticosmo.
“Nakjeptir” è sicuramente uno dei brani più apprezzabili del contesto, il riff iniziale (che verrà riproposto accavallato a un assolo in stile Hard Rock psichedelico) che risuona come un qualcosa di “già sentito” ha la sua ricchezza grazie al testo e allo sviluppo che lo seguirà. A questo punto del disco ci si accorge appieno del mutamente subito dall’artista e si rimane un po’ spaesati, ma è proprio qui che viene il bello con “Eksortna”, un pezzo che mi ha ricordato la superba “Baerghet” del più ricercato “Fran Marder”; lo stile è quello coniato da Burzum con “The Crying Orc”, un black meta che sa emozionare nel profondo. La successiva traccia, forse proprio per volere di Shamaatae ricorda un po’ di più i suoi vecchi lavori.
Il cd si conclude con “Formála” un pezzo che ricorda i Darkthrone di “Panzerfaust”; lento e agonizzante sino alla sua trasformazione nel suono con il disco si è aperto.
Nonostante il cambiante (o meglio “evoluzione”) dello stile “Antikosmos” resta comunque un buon album di cui consiglio l’ascolto; se chi è interessato riuscisse a trovare il vinile, rimarrebbe veramente compiaciuto dal lavoro.


Voto: 75/100. Recensito da Undeth   il 11/01/2009

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