Parlare di un lavoro come “Altars Of Madness” è veramente difficile,non tanto per la complessità dell’album,ma per dare un effettiva idea di cosa questo rappresenti: “Altars Of Madness” non è un semplice album di death metal old-style,bensì è un classico,un album leggendario di un importanza storica enorme. Per rendere l’idea di cosa questo debut-album dei Morbid Angel rappresenti per la storia del metal vado a collegarmi al thrash:lavori come “Master Of Puppets” o “Reign In Blood” hanno rappresentato la definitiva consacrazione del thrash, “Altars Of Madness” rappresenta la definitiva consacrazione del death,la definitiva spinta ad un genere che all’epoca veniva rappresentato al suo meglio da gruppi come Death(Leprosy), Obituary (Slowly We Rot),Carcass(Symphonies Of Sickness) e gli stessi Morbid Angel. Vastissimo l’elenco delle band influenzate da quest’album che rese i Morbid Angel, di diritto,un istituzione nel campo del metal estremo. Nelle righe sopra ho parlato di debut-album(probabilmente Mike Browning non sarà d’accordo),ma i Morbid Angel erano attivi già nel 1986,quando realizzarono il loro primo demo, “Abominations Of Desolation”, che diverrà disponibile al pubblico solo nel 1991. Rispetto al 1986 ci troviamo di fronte ad una band praticamente differente,con il solo leader e formatore Trey Azagthoth rimasto a far parte del combo:via il semi-sconosciuto Sterling Von Scarborough(basso),via il già citato Mike Browning(vocalist e batterista)che andrà a formare i Nocturnus,entrano in line-up tre veri e propri fenomeni,a partire da David Vincent(ex Terrorizer)che si prenderà cura del basso e della voce,Pete Sandoval formidabile batterista ed infine Richard Brunelle,ottimo chitarrista. Il risultato della collaborazione tra questi quattro formidabili talenti sono due capolavori assoluti: questo “Altars Of Madness” ed il successivo “Blessed Are The Sick”. “Altars” si presenta subito con una copertina strepitosa con inquietanti occhi e terrificanti bocche che si uniscono in un unico orrido tappeto morboso. Passando alla musica ci troviamo di fronte ad un platter composto da 13 tracce(le ultime tre sono remix) per una durata totale di 51 minuti e 23 secondi. Un album prodotto ottimamente,con una pulizia del suono difficile da riscontare in lavori death dell’epoca. Le tematiche trattate sono spiccatamente anticristiane e filosataniste e vengono tralasciate parzialmente ,almeno in quest’album, le chiare influenze della letteratura di H.P. Lovecraft molto presenti nel già citato demo e in alcuni lavori successivi. Passiamo all’analisi dell’album. L’inizio è tutto per “Immortal Rites” ,un pezzo classico dei Morbid Angel che vede subito in grande evidenza le asce di Brunelle e Azagthoth intente a sfornare una serie di intricati riff di chiara derivazione thrash,sostenuti da un Sandoval subito presente grazie a ficcanti pattern di doppia cassa e un lavoro in fase percussiva decisamente esaltante. Arriva quindi il turno delle vocals marce di un David Vincent che pare un altro in confronto a quello di album come “Covenant” o “Domination”:grandissima versatilità . Una traccia strepitosa che vede al secondo minuto e 10 secondi un rallentamento della ritmica,sarà il primo di una lunga serie;mid-tempos che saranno il vero trademark dell’Angelo Morboso,e tutto ciò enfatizza ancor di più le qualità del combo. In questa traccia si nota subito una sezione ritmica dinamica e varia, nonché un incredibile vena compositiva. Azagthoth,curatore di tutta la musica presente in questo platter non è costretto ,come spesso è accaduto nella storia del gruppo,a prendersi cura da solo di tutte le trame chitarristiche del platter,anzi,in tutto l’album gli assoli vengono divisi equamente fra lui e Brunelle:quest’ultimo denota subito di essere un grande talento e a metà song ci delizia con un assolo intricato e contorto al quale ne seguirà un altro sul finale, da parte di Trey. Ripeto,un brano micidiale e storico,ascoltare per credere. “Suffocation” è una sberla sonora che si apre con un riff thrash,quasi slayeriano,a cui segue una sezione ritmica tagliente e serratissima che crea un ideale tappeto sonoro nella quale si poggia il growl marcio di David Vincent… “Suffocating Evil Smoke Arise, Cleansing The Masses Of Iniquity, Cauldrons Blaze In Sanctifying Ritual, Vile Crematory Burns My Eyes…It’s The dawn Of The Crucifiers, Suffocation!!!”… Una traccia breve ma decisamente distruttiva con un morboso arpeggio centrale ad opera di Trey che delizia per una frazione di secondo i nostri timpani. Segue “Vision From The Dark Side” ,altro pezzo strepitoso ,con una sezione ritmica contorta e con una serie di riff low-tuned assolutamente massacranti,il tutto accompagnato dalla solita macchina da guerra che porta il nome di Pete Sandoval. David Vincent come sempre strepitoso,si vede risucchiato in un vortice esistenziale ed esoterico… “Take My Mind, All The Way, The Dark Side Calls, I Shan’t Resist”… Immancabile l’inserimento della melodia malsana,accentuata anche grazie ad una serie di assoli sparati a folle velocità . Impressionante il muro di riff e doppia cassa tirato su al secondo minuto e mezzo,un orgia sonica per gli amanti del death. Come fatto capire prima, l’influenza thrash in quest’album è molto presente ,prova ne è anche l’ottimo riff che fa da opener di “Maze Of Torment”, un brano che reputo uno dei migliori mai scritti dai Morbid Angel. Il riff accompagna l’ascoltatore per mezzo minuto,dopodiché enigmatiche risate danno il via ad una sezione ritmica infuriata gravida di riff battaglieri ed assoli immediati,accompagnato dal solito encomiabile lavoro dietro le pelli di Mr. Sandoval. Una traccia esplosiva, velocissima,almeno sino al terzo minuto ,quando le asce di Trey e Richard si fanno quasi ipnotizzare rallentando il loro incedere,ma il tutto dura pochi secondi e le due chitarre ritornano a macinare riff e assoli a velocità inumane. Inutile aggiungere altro,pezzo grandioso,con un emblematico verso cantato da Vincent… “Effigy Of Jesus Christ Burning In Your Mind”… Massacranti e blasfemi. La quinta traccia è “Lord Of All Fevers And Plague” ,pezzo di cui ho già avuto occasione di parlare nella recensione di “Abominations”. E’ l’unica traccia del platter in cui vi sono chiari riferimenti alle creature blasfeme di H.P. Lovecraft. La traccia ,in linea di massima e come logica vuole ,risulta molto simile alla sua demo version,l’unica differenza,non da poco,la fanno i musicisti:se Trey sostanzialmente si “limita” a ripetere la prestazione di tre anni prima,gli altri tre membri invece,danno un apporto devastante. Quasi banale paragonare il drumming scarno di Browning con quello corposo e ultra tecnico di Sandoval,la sezione ritmica si fa decisamente più corposa anche grazie all’apporto di Brunelle,che mette la sua impronta anche sugli assoli,così come le vocals di Vincent ,due spanne sopra quelle del comunque bravo Mike. Se nella sua versione demo ,la traccia denotava già delle ottime potenzialità ,nella sua versione definitiva raggiunge il massimo ed ancora oggi è un immancabile classico nelle scalette dei live dell’Angelo Morboso. Medesimo discorso vale anche per la successiva e storica “Chapel Of Ghouls” ,uno dei pezzi più acclamati dai fans. Dalla durata poco inferiore ai 5 minuti ,che lo rende il brano più prolisso all’interno dell’album,questa traccia si presenta con un impatto immediato che annichilisce l’ascoltatore,con riff dapprima frenetici e affilati poi più compassati,gli immancabili pattern di doppia cassa e una forte presenza di poliritmie. Una traccia che nei momenti più compassati risulta quasi evocativa. I testi scritti da Trey e Mike Browning assumono un altro spessore cantati da Vincent. Pezzo storico da ascoltare e riascoltare più volte,che per molti rappresenta il meglio di “Altars Of Madness”. Dopo la traccia più lunga del platter è il turno di quella più corta,trattasi di “Bleed For The Devil”,pezzo diretto con una ritmica al fulmicotone e assoli impazziti suonati al limite dell’umana velocità . A mio avviso una delle tracce più violente mai scritte dall’Angelo Morboso,da stare tranquillamente all’interno di un “Formulas Fatal”. La versatilità di Vincent dietro il microfono raggiunge uno dei suoi massimi,con vocalizzi molto vicini a quelli di Mille Petrozza(Kreator)e la prestazione di Sandoval è come sempre da brividi. Per ben tre volte David ripete… “Bleed For The Devil, Impious Mortal Lives, Feel The Enticing Power, Fill The Chasm Of Your Soul”… I ritmi si fanno leggermente più compassati in “Damnation” ,che parte con un Trey subito in evidenza grazie ad un assolo seguito da una serie di riff corposi e dinamici. Una serie di riff low-tuned ci portano all’assolo di uno scatenato Brunelle. Non mancano le emblematiche tematiche anticristiane,qui ancora più atroci… “Burning Crosses, Burn Souls, Exterminate The Altar Of Laws, Atrocities Of A New Reich, Holy War And Holocaust”… Una traccia micidiale che non lascia indifferente l’ascoltatore. Segue “Blasphemy” ,altro ottimo pezzo,che si apre a mo di “One” dei Metallica,con mitragliatrici in primo piano. A seguire però nessun arpeggio alla Hetfield,ma una serrattissima sezione ritmica. Una traccia dalla furiosa malevolenza ,senza ostentazioni. Riff ruvidi ma coinvolgenti accompagnano l’acerba voce di Vincent nella sua marcia anticristiana… “Chant The Blasphemy, Mockery Of The Messiah, We Curse The Holy Ghost, Enslaver of The Weak, God Of Lies And Greed, God Of Hypocrisy”… Un altro brano dove a folli velocità si alternano momenti di quiete. A chiudere l’album ci pensa “Evil Spells”,pezzo che originariamente nel 1986 era intitolato “Welcome To Hell”. Anche questa traccia si apre con una ritmica compassata caratterizzata soprattutto da una serie di riff spiccatamente thrash. Anche per questo brano vale il discorso fatto su “Lord Of All Fevers”;nonostante la demo version e l’originale siano molto vicine(uniche differenze sono l’aggiunta di un pezzo finale e più assoli, oltre al ritornello passato da “Welcome To Hell” a “Evil Spells”),il talento di Vincent ,Brunelle e Pete “Commando” Sandoval fanno più di una semplice differenza. Degna conclusione di un album che non ha punti deboli, e che si muove su coordinate avvicinabili a pochi. Infine troviamo le tre bonus track citate ad inizio recensione,per la precisione tre remix rispettivamente di “Maze Of Torment”, “Chapel Of Ghouls” e “Blasphemy”. Si tratta di remix puramente chitarristici,dove l’elettronica non centra per niente,in sostanza l’aggiunta di nuovi assoli da parte di Trey,apprezzabili ma non essenziali. Per concludere vorrei dare un consiglio a chi non ancora(incautamente)possiede quest’album leggenda:procuratevelo assolutamente! Siamo di fronte ad album suonato in maniera divina,di un importanza storica enorme,un classico del death metal che di diritto deve entrare a far parte della discografia di ogni fan del metal estremo. Grazie a questo album l’Angelo Morboso ha spiegato le sue ali ed è volato in cima al trono del death metal…
Voto:
98/100.
Recensito da Cadavere il 30/07/2006Altre recensioni di questo utente: