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Abuse Your Illusions, il debutto dei nostrani Hyades, è un album di classicissimo thrash metal, che pesca totalmente dagli anni ’80 senza nessuna concezione alla modernità. Inutile quindi dilungarsi ad analizzare lo stile degli Hyades, basta avere in mente quanto fatto da gente come Exodus, Vio – Lence, Testament, Onslaught, Artillery, Blood Feast e Destruction; per chi non masticasse il thrash, sappia che si tratta di un genere costituito da ritmiche secche, veloci ed immediate, con frequenti accelerazioni della batteria, poche concessioni alla melodia, frequenti stop-and-go e rapide incursioni corali da parte degli strumentisti a supporto della voce principale.
In questo consiste la forza e la debolezza del disco: forza, perché rappresenta un graditissimo ritorno alle sonorità che fecero grandi il thrash, debolezza, perché mina irrimediabilmente la personalità, davvero quasi inesistente (a parte quando il gruppo si cimenta in strutture e melodie melanconiche di Picture Of A World). L’ unico vero elemento personale è rappresentato dalla voce di Marco Colombo, particolarissima, stridula, ma non gracchiante, quasi al limite dell’ asfissia, ma capace anche di trasformarsi in “grugnito” possente (non nel senso che si tratta di qualcosa di estremamente gutturale in stile death metal). Notevolissimi i passaggi in cui Marco alterna repentinamente le sue qualità canore, creando un senso di stacco e di sorpresa non indifferenti. Le canzoni devono quindi farsi spazio da sole col loro solido thrash.
Le canzoni migliori sono l’ iniziale No Man’ S Land, punto di forza delle esibizioni dal vivo e la summenzionata Picture Of A World, in cui il gruppo si cimenta in strutture ritmiche più complesse, facendo inoltre emergere un’ interessantissima vena triste, melanconica; altri elementi interessanti emergono in Liars (il riff dell’ assolo rimanda alla maestosa Seasons In The Abyss) e in 11, September, sia per lo straordinario quanto semplice assolo, sia per il testo, che non descrive l’ 11 settembre che tutti conoscono, ma il giorno in cui il Cile fu costretto a piegarsi agli Stati Uniti.
Prendendo in esame i testi, ci troviamo di fronte alla dualità fra un’ attitudine scanzonata (esemplificata da canzoni come Hyades, ironica narrazione della storia del gruppo, e dalla proposizione in chiusura della cover dei Beastie Boys) e la presa di posizione contro il sistema capitalistico e dell’ imperialismo americano (tematiche riprese e maggiormente analizzate nel secondo album della band, And the Worst is Yet to Come). La copertina riassume in sé questa dicotomia: la statua della libertà costretta al silenzio da un cerotto sulla bocca, e il titolo dell’ album, una presa di giro di Use Your Illusions dei Guns’ N’ Roses.
La produzione è veramente ottima, grande spazio concesso a tutti gli strumenti, nitida e precisa, nessuno strumento presenta pecche in tal senso.
Per tutti i fanatici del thrash old school, questo è un acquisto consigliatissimo. In futuro ci si attende una prova più personale da parte della band, ma come debutto è veramente niente male!
Voto: 68/100. Recensito da Mythycal il 16/06/2007 | Lascia un commento | Puoi commentare una band una sola volta! Per lasciare il tuo commento devi essere registrato! |
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