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Probot

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Membri: Dave Grohl : Tutti Gli Strumenti
Sito web: http://www.southernlord.com
Nazione: U.S.A. Formati nel: 2001 Status: Attivi
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Biografia:
La passione di Dave Grohl per il metal è manifesta ormai dal lontano 1993 quando il prolifico artista propose a Kurt Cobain la presenza dei Sepultura per aprire le date di "In Utero Tour". Da allora sono passati più di dieci anni e la carriera del "Re Mida" della batteria, oltre a mietere successi in tutto il mondo grazie alle svariate collaborazioni e progetti in corso, ha deciso di realizzare uno dei suoi più grandi sogni da musicista ovvero i Probot. Questo progetto consiste in una sorta di eclettica compilation metal, come la definisce lo stesso Grohl, in cui Dave è l'autore di ogni brano ma la voce è affidata a tutto il meglio dei cantanti "heavy" tra l' '83 e il '90. Operazione commerciale? La casa discografica sotto la quale questo disco esce, ovvero la Souther Lord, toglie ogni possibile sospetto essendo una label davvero lontana dal mainstream, ed anche la produzione, che seppur ben curata lascia trasparire il giusto sound grezzo e graffiante degli anni 80, è un'ulteriore prova che i Probot sono davvero un progetto che rispecchia un semplice appagamento personale di Grohl.
Il risultato è comunque un disco di tutto rispetto con nomi da pelle d'oca come i brani che cantano. Apre le danze Cronos dei Venom il quale presta la voce per l' incalzante "Centuries of Sin" che sembra rievocare i fasti della vecchia scuola thrash metal ma subito l'attenzione viene catturata dalla potenza di Max Cavalera (Sepultura, Soulfly) che nel brano "Red War" arriva ad abbracciare sonorità quasi metal-core. Anche un video accompagna l'uscita del disco, ed è quello di "Shake Your Blood" un brano in puro stile Motorhead che poteva essere cantato solo da Lemmy in persona.
Si potrebbe continuare ancora per molto nella lista delle "guest star" presenti su questo disco ma tra quelle più importanti sono sicuramente da citare Snake che nel brano "Dictatosaurus" evoca palesi reminescenze dello stile dei suoi Voivod, poi ancora Lee Dorrian (Cathedral, Napalm Death) la cui inconfondibile voce scandisce una lenta ma penetrante "Ice cold man" e addirittura King Diamond che chiude il disco con una toccante "Sweet Dreams" (nulla a che fare con la famosa cover "euritmica") e il suo avvolgente crescendo rockeggiante. Nel complesso "Probot" è un disco che attraversa almeno un decennio di metal decretando l'ennesimo successo di Grohl come artista che negli ultimi anni non si prende una pausa neanche per un raffreddore.
Discografia:
| Band | Disco | Anno | Commenti | Recensioni | Preferiti |
| Probot | Probot | 2004 | 6 | 0 | 2 |
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