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Quando hanno calcato il palcoscenico con band mitiche come Slayer o Murphy's Law, quando erano tra le pagine delle riviste patinate, o quando i ragazzi hanno visto il frontman Jamey Jasta ospite della risorta "Headbanger's Ball" su MTV2, è stato un momento epico per un'intera comunità . Ed è per questo che gli Hatebreed non rappresentano solo se stessi, ma una famiglia internazionale fatta di amici, gruppi, promoter, fanzine e semplici fan. Gli Hatebreed portano il vessillo di una scena hardcore sotterranea che non conosce tregua: eroi dipinti coi colori di Guerra che vanno contro la commercialità , sorretti da un coro di soldati bercianti alle loro spalle. Gli Hatebreed sono la voce collettiva degli "altri" - gli emarginati, i diseredati - e rappresentano la luce per chiunque sia stato messo da parte. "I ragazzi vengono a parlarmi ad ogni show, in tutto il mondo - anche nei Paesi in cui l'inglese non è la prima lingua", dice James. "C'erano ragazzi in Grecia che piangevano, mi tenevano la mano dicendomi 'È come se tu fossi mio fratello'. I fan hanno i nostri testi tatuati sui loro corpi, in tutto il mondo". Lo stesso tipo di solidarietà che gli headbanger adolescenti hanno sperimentato con il vecchio thrash, la catarsi sudata del punk dei Black Flag, ora vive e respira in questa band. Gli Hatebreed hanno scritto “The Rise Of Brutalityâ€, il seguito dell'acclamatissimo “Perseveranceâ€, uscito l'anno scorso, allo stesso modo in cui hanno composto il loro primo demo, quasi dieci anni fa, nel Connecticut - unendo solide basi musicali all'improvvisazione, riassumendole in oltre trenta minuti di esorcismo musicale appassionato ed orecchiabile. "La prima volta che abbiamo improvvisato 'Live For This' e la ho cantata, ho avuto i brividi", ricorda Jasta. "Potevo immaginare 4000 ragazzi all'Hellfest o all'Ozzfest che cantavano ogni singola parola". La band era determinata a voltare pagina con “The Rise Of Brutality†e volevano farlo senza scendere a compromessi con nessuno. Il risultato è un album pieno di riflessioni sul tradimento, sull'amarezza e sulla rabbia, ma anche di richiami all'unità , alla solidarietà e alla lotta. "Non rimarrò mai senza argomenti di cui cantare", promette Jasta. "La gente mi chiede sempre come mai sono sempre così incazzato. Non va mai tutto bene, è la vita. Ci sono cose positive e cose negative. Il nostro disco rappresenta questo. Per ogni 'Live For This' c'è una 'Doomsayer' o una 'Call For Blood'". Su quest'album le chitarre di Sean sono più potenti che mai, Matt percuote la sua batteria con un abbandono mai sperimentato finora, le linee di basso di Beattie promettono di mettere a ferro e fuoco qualsiasi moshpit in circolazione e le urla alla molotov di Jasta sono più chiare che mai. "Le linee vocali sono un po' più basse e l'approccio è meno diretto e maniacale", dice "ho anche provato a scandire meglio le parole". Aggiunge "Volevamo rendere questo disco più brutale di 'Perseverance' ma allo stesso tempo più orecchiabile. È riuscito ben equilibrato". La band ha reso ogni canzone un inno selvaggiamente potente, chirurgicamente preciso e ferocemente fiero, senza perdere una goccia del loro solito stile. Con l'unione di muri di chitarre devastanti e ritmiche che scuotono, la band ha sperimentato una formula che comprende le parti migliori del death metal, del thrash-punk e del NY hardcore - qualcosa come i Sick Of It All che lottano contro gli Slayer. L'"equilibrio" per gli Hatebreed è rappresentato da Jamey che guida una band, fa da manager a molte band esordienti, conduce uno show su MTV, cresce una famiglia, è a capo di un'etichetta discografica e organizza concerti. È incredibile come possano trovare anche il tempo per dare una voce a chi ne ha bisogno, ma lo fanno. Come dichiarano orgogliosamente in "You're Never Alone", "This is for the kids who have nowhere to turn (dedicato ai ragazzi che non sanno da che parte girarsi)". â€The Rise Of Brutality†contiene 32 minuti di divertimento, per essere precisi - tanti quanti ne contengono i migliori dischi nel circo della heavy music - "Reign In Blood" degli Slayer per primo. E da animali da palcoscenico quali hanno dimostrato di essere, gli Hatebreed hanno già programmato di portare la loro musica alle masse. È il momento giusto per il loro stile di musica, visto che moltissime band che si ispirano a loro continuano ad emergere dall'underground. Sono la band la cui leadership, passione ed indistruttibile credibilità fungono da buon esempio per fan e amici. Nel 2006 esce "Supremacy", il proseguimento naturale del disco precedente, appesantito da ancora più influenze metalliche. E che la combattiva carriera di questo gruppo continui imperterrita... By Soulkeeper777 aggiornata da Newsted88 Discografia:
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