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Ashent

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Membri:
Steve Braun : voce
Onofrio Falanga : chitarra
Gianpaolo Falanga : Basso
Davide Buso : batteria
Cristiano Bergamo : chitarra
Gilles Boscolo : tastiera

Sito web:
http://www.ashent.net

Nazione: Italia
Formati nel: 2001
Status: Attivi
Fansites e Links



Biografia:
In seguito alla recensione a Deconstructive, ho sfruttato la vena amichevole e calda degli Ashent, band progressive da Venezia, e ne è venuta fuori una vera e propria intervista.
Per l'occasione ho il piacere di parlare con Onofrio Falanga (chitarra) e Gilles Boscolo (tastiera).

1. CIAO RAGAZZI, BENVENUTI TRA LE PAGINE DI ICEDTEARS. PER CHI ANCORA NON VI CONOSCE, COM'E' NATO IL PROGETTO ASHENT?

Onofrio: gli Ashent nascono nel 2001 da un'idea mia e di mio fratello Gianpaolo. Precedentemente, entrambi avevamo avuto esperienze in svariate formazioni locali, ma volevamo creare qualcosa di nuovo e totalmente nostro: così abbiamo avviato questa band con una buona dose di sana ambizione.
Con la stabilizzazione della line-up, abbiamo incominciato a lavorare su diversi brani, quattro dei quali sono finiti sul nostro primo demo, registrato nel 2003 ai New Sin Studio: in seguito, abbiamo promosso la nostra musica nel miglior modo possibile e grazie ad una serie di ottime recensioni, dopo alcuni nuovi innesti nella formazione, siamo riusciti a firmare con l’italiana Lucretia Records. Nel 2006 viene così pubblicato il nostro debut album, Flaws of Elation (anch’esso registrato ai celebri New Sin Studio).
Dopo la release dell'album, che ha avuto un eccellente riscontro di critica e un buon risultato di pubblico, abbiamo cercato di fare il possibile per promuovere la band in sede live e parallelamente ci siamo concentrati nella composizione del secondo disco.
Lion Music ci ha subito contattato e abbiamo firmato con la storica etichetta finlandese, per la quale, il 20 Marzo di quest’anno, è uscito Deconstructive.

2. UNA DOMANDA DI ROUTINE CHE A MIO AVVISO DELINEA LA PROFONDITA' DI UNA BAND, I TESTI. DECONSTRUCTIVE E' COSTITUITO DA UN UNICO CONCEPT LIRICO? QUALI ARGOMENTI VENGONO TRATTATI NEI VOSTRI TESTI?

Onofrio: Da sempre, come band siamo stati molto attenti ai testi: le parole, con il loro significato e la loro interpretazione, rappresentano la naturale estensione della musica, regalando all’ascoltatore una certa chiave di lettura per decodificare le sensazioni alimentate dal susseguirsi di note.
Non seguiamo regole precise per la composizione: a volte i testi completano della musica che già esiste, oppure, viceversa, certe parole suggeriscono particolari suggestioni armoniche che vanno a fondare la base di una nuova canzone.
Deconstructive non è un concept, ma i brani sono legati da un filo conduttore tematico: il concetto di perdita in tutte le sue accezioni. Ogni pezzo sviluppa un particolare aspetto della perdita: dei punti di riferimento, dell’autostima, della gioia di vivere, di una persona cara, della fiducia nell’uomo, etc.
Alla fine si tratta di una sorta di autoanalisi, che mette a nudo le frustrazioni, i rimpianti e le questioni irrisolte dell’individuo moderno, malato d’alienazione, prendendo spunto da particolari situazioni problematiche legate all’esperienza dello smarrimento, dell’allontanamento, della separazione e della scomparsa.
E in questo sta anche un significato del titolo del disco: smontare e ricostruire i pezzi del puzzle che compone la tipica personalità nevrotica dell’uomo occidentale.
Mi preme anche sottolineare che è proprio un gran peccato che non ci sia il booklet intero nei promos, perché come band abbiamo speso un sacco di energie per l’elaborazione del lato visivo della nostra musica. Abbiamo collaborato con un artista spagnolo emergente, Mario Sanchez Nevado, che per noi ha creato delle splendide raffigurazioni ispirate allegoricamente ai testi. Ogni pagina del booklet ha come sfondo un’immagine diversa, così complessa ed elaborata che ognuna sarebbe potuta essere una cover alternativa dell’album.
Per farsi un’idea di ciò che sto dicendo, è possibile visitare il nostro profilo Myspace, sul quale è presente un video (con la musica del nostro singolo “Imperfect”), costruito proprio con le immagini che formano il booklet di Deconstructive.

3. BENE. CI PUOI PARLARE DI DECONSTRUCTIVE A LIVELLO MUSICALE?

Onofrio: E' sempre difficile parlare oggettivamente della propria musica. In genere si tende ad essere o troppo autocelebrativi o eccessivamente autocritici. Noi tendiamo ad appartenere alla seconda categoria di musicisti.
Sforzandomi di usare poche parole, posso dire che Deconstructive è un album di prog-metal molto eterogeneo, nel quale convivono episodi più ragionati e melodici con canzoni più votate all’impatto. L’album dispone di un sound oscuro, fortemente contaminato da elementi legati al techno-thrash e al death più melodico, ma contemporaneamente, è infarcito di atmosfere suadenti e suggestive che poggiano su chitarre acustiche e passaggi pianistici.
Lo sforzo principale è stato quello di articolare le varie influenze, all’interno di una distinta forma canzone, prestando attenzione a comporre melodie avvincenti e un certo gusto per l’assalto sonoro, senza perdere di vista la fruibilità dei brani.
Ovviamente, non manca l’attenzione maniacale per i dettagli e gli arrangiamenti che da sempre contraddistingue il genere, ma il tutto è stato costruito evitando la sgradevole sensazione di “fine a sé stesso” o di già sentito.

4. A PROPOSITO DI INFLUENZE, DA QUALI BAND VI SENTITE MAGGIORMENTE INFLUENZATI E QUALI BAND PIU' VI PIACCIONO?

Onofrio: ascoltiamo tutti quanti moltissima musica diversa, sia metal che non metal.
Forse è questo uno dei nostri maggiori punti di forza: avere un ampio e solido back-ground di ascolti che non si limita alle ristrettezze di un unico genere.
Ognuno di noi è influenzato da band diverse e fare un elenco richiederebbe pagine e pagine.
Rimanendo nel perimetro della musica metal, siamo tutti legati a band ed artisti come Opeth, Pain of Salvation, Devin Townsend, Nevermore, Cynic, Arcturus; poi la scena prog degli anni settanta, compresa quella italiana, che tanti capolavori ha saputo regalarci nel tempo.
Siamo anche molto legati alla scena estrema (sia essa scandinava o americana), e questa passione rende il nostro sound molto più duro e d’impatto rispetto ai classici standard di una band prog.
Parlando personalmente, ultimamente sono rimasto favorevolmente impressionato da band come Frost, Dark Suns, To-Mera, Textures, gruppi emergenti al secondo-terzo disco che stanno in qualche modo, ed ognuno da una diversa e personalissima prospettiva (chi in maniera più rilassata, chi in maniera più aggressiva) re-interpretando la musica prog.
Pensando al prog più tradizionale, ho apprezzato gli ultimi album degli svedesi Seventh Wonder e degli italiani Astra, mentre rimanendo in ambito nazionale, non posso non citare i Novembre, che da anni sfornano capolavori di “musica pensante”.

5. CONDIVIDO PIENAMENTE! COM'E' IL CLIMA "IN CASA" ASHENT VISTI GLI INASPETTATI E COSI' GRANDI CONSENSI DA PARTE DELLA CRITICA ITALIANA ED EUROPEA?

Onofrio: Siamo certamente molto soddisfatti ma devo ammettere che non siamo totalmente stupiti, perché, come ho detto precedentemente, anche il nostro demo e il nostro debut album avevano ricevuto un sacco di eccellenti recensioni, consentendoci di fare breccia tra gli addetti ai lavori prima, e di costruirci un certo seguito poi.
Deconstructive è sicuramente un album stilisticamente complesso e, allo stesso tempo, molto ambizioso nel tentativo di amalgamare generi talvolta distanti: il nostro sforzo maggiore è stato quello di far convivere queste diverse anime all’interno di brani che comunque puntassero alla forma canzone e ad una gran dose di melodia.
Tali caratteristiche sono state colte e molto apprezzate, e ciò non può che renderci enormemente felici.
Inoltre, il consenso ci dà la consapevolezza di aver operato scelte lungimiranti e rivolte nella giusta direzione: al giorno d’oggi si punta moltissimo all’omologazione, e le band emergenti sono costrette da un mercato in profonda crisi e dalle pressioni di etichette e management, a imitare formazioni più famose, inserendosi in filoni già ampiamente saturi e fossilizzati.
Noi abbiamo scelto di intraprendere un percorso più personale, lasciando ad altri il compito di copiare sterilmente le band che danno nome e connotati a generi e sottogeneri.
Abbiamo anche imparato a capire che quando una label dice “siete troppo duri per il mio catalogo prog”, ed un’altra afferma viceversa che “siete troppo raffinati ed elaborati per il mio catalogo più estremo”, allora tutto sta procedendo bene.
Quando si è alla ricerca di un contratto, la personalità è una caratteristica che non paga: una buona maggioranza delle etichette (soprattutto quelle medio piccole) hanno il terrore di non sentire nella proposta musicale presentatagli, chiari riferimenti a determinate grosse band; per loro è meglio un prodotto mediocre ma che li agevola nella promozione, potendolo associare a nomi già affermati.
Questa è una triste verità.
Fortunatamente esistono anche label più intelligenti, ancora interessate nel valorizzare la dimensione artistica della musica.
Ovviamente siamo consapevoli di essere solo all’inizio di un lungo percorso: Deconstructive è un album che ci rende orgogliosi e che pensiamo meriti di essere ascoltato da più persone possibili, ma allo stesso tempo, sentiamo il “dovere” di continuare a migliorarci come songwriters e musicisti.

Gilles: ci fa sicuramente piacere tutto ciò, anche se devo dire che siamo un gruppo con i piedi per terra, forse anche troppo.
Abbiamo letto ottime recensioni da parte della stampa estera ed italiana, abbiamo ricevuto complimenti da moltissimi, e la cosa ci stimola tanto per far sempre meglio. Con il terzo album ci sarà da divertirsi.


6. COME SI SVOLGE UN LIVE DEGLI ASHENT? VISTO CHE L'ENERGIA NELLE VOSTRE CANZONI NON MANCA AFFATTO!

Onofrio: I nostri live mettono inevitabilmente in luce il lato più energico delle nostre canzoni. Pur suonando musica elaborata e ricca di sfaccettature, non siamo la classica band “ingessata” sul palco.
Preferiamo offrire una performance più dinamica, muovendoci e tentando di coinvolgere quanto più possibile i ragazzi che ci vengono a vedere.

Gilles: ti dirò, la coscienza del proprio "saper fare" è la base fondamentale per un concerto.
Sul palco cerchiamo di rendere il pubblico il più partecipe possibile, anche quando le parti si fanno più ostiche e dure da suonare.
Poi, come in ogni gruppo, c'è chi è più "animale da palco", chi più pacato, chi più razionale.
Come persone, nella vita all’interno della band, siamo tutti molto tranquilli. Ci diamo una mano sul palco durante i vari check, e ognuno sa cosa deve fare.

7. PER CASO AVETE IN PROGRAMMA UN TOUR ITALIANO, O MAGARI EUROPEO?

Gilles: stiamo cercando di organizzarci per la seconda metà dell’anno: avere un cantante che viene dall'America richiede un’attenta fase di organizzazione logistica, quindi cerchiamo sempre di fare date nello stesso periodo di tempo.

Onofrio: ovviamente sì, ci auguriamo di poter annunciare qualcosa di concreto nei prossimi mesi.
Suonare all’estero è una nostra priorità perché i consensi maggiori arrivano proprio da fuori i confini (sia in fatto di vendite che di seguito che stiamo costruendo). Ovviamente, senza dimenticare i ragazzi che da anni ci stanno seguendo anche qui in Italia. Sicuramente nuove date italiane verranno annunciate a breve.

8. Che ne pensate della scena prog italiana?

Onofrio: decisamente in salute. C’è un buon numero di band meritevoli di attenzione ed infatti molte label straniere si sono accorte del trend, iniziando già da qualche tempo a supportare la nostra scena.
Artisticamente parlando, noi italiani non abbiamo nulla da invidiare alle realtà oltre confine, semmai mancano pubblico, promoters, locali ed un sistema più sviluppato di etichette.

Gilles: ci sono moltissimi gruppi validi ma che purtroppo non riescono ad emergere: il mercato italiano è a livelli disastrosi e chi ne risente di più sono i gruppi dei generi di nicchia.
Nel caso del prog di gruppi con le "palle" ce ne sono, ma sono ostacolati da promoters poco bravi, case discografiche assurde e cose di questo tipo.

9. AVETE PERFETTAMENTE RAGIONE! E QUAL'E' IL VOSTRO PENSIERO RIGUARDO AL PUBBLICO ITALIANO? "Io personalmente vedo moltissima gente che gira con maglie di band che neanche conosce, e pochi comprano i cd purtroppo, soprattutto delle band nostrane."

Onofrio: il discorso è spinoso e molto complicato. Io partirei da un assunto di base: in Italia, a differenza di altri paesi europei, il pubblico ha dimensioni molto contenute, proporzionalmente alla popolazione.
In genere poi, il grande pubblico (quello che una-due volte all’anno riempie i festival più rinomati) si ferma ai soliti nomi storici o alle band famose straniere, senza approfondire il discorso del coltivare la passione per altre band. Ma questo è un fenomeno comune, che esiste in ogni nazione.
Il problema italiano è che, al netto di questo pubblico metal più “generalista”, resta solo un pubblico di nicchia dalle peculiarità molto evidenti: tutti suonano in una band (o hanno suonato in una band), oppure scrivono per una webzine o fanno entrambe le cose. Quindi, resta solo un pubblico di addetti ai lavori o presunti tali.
In Italia non esiste una fascia intermedia, di persone appassionate che approfondiscono oltre i grandi nomi, senza però essere contemporaneamente direttamente legate al settore per il motivo x o y, come ad esempio avviene in Germania e Scandinavia.
Queste caratteristiche rendono la scena molto concorrenziale (per usare un eufemismo): all’interno di questo piccolo pubblico residuo, pochi sono disposti a sostenere con genuina passione una band italiana, perché considerata come “una concorrente”, “immeritevole del consenso che sta ottenendo”, e si origina così la ormai arcinota guerra dei poveri e poverissimi, con le celebri battaglie sui forum a suon di delegittimazioni varie ai danni delle malcapitate band di turno.
E si spiega anche l’esterofilia: fermo restando che il grande pubblico metal è comunque legato solo a quei 15-20 nomi, il resto del pubblico difficilmente è disposto a sostenere una band italiana che non sia la propria o quella dell’amico.
Fortunatamente esistono delle eccezioni e onestamente credo che il trend stia iniziando a cambiare, sebbene molto lentamente.
Ci tengo a precisare che noi Ashent non ci siamo mai prestati ad atteggiamenti distruttivi o disfattisti: siamo tutte persone positive, innamorate della musica e pronti a supportare la scena italiana anche da ascoltatori, tessendo le lodi di chi apprezziamo e sborsando soldi per cd e concerti.

Gilles: il pubblico italiano si divide a mio parere in 3 grandi filoni.
I musicisti fissati con il proprio strumento e con i propri idoli, che appena vedono una nuova band sono subito pronti a criticare e “stroncare la concorrenza”.
Poi c’è chi ascolta di più l'amalgama del gruppo, ed infine una grande maggioranza di chi non è per niente interessato alle band che fanno musica propria, preferendo ad esse le migliaia di cover band in giro per l'Italia.
Purtroppo anche questo è un motivo di difficoltà per la musica: girano tantissime cover band, prendendo un sacco di soldi e riducono lo spazio disponibile per chi propone un proprio repertorio.
Ai gestori interessa solo se si riempie il locale. Ci sono pochissimi posti nei quali al gestore interessa la musica.

10. CONDIVIDO A PIENO IL VOSTRO PENSIERO, SOPRATTUTTO PER QUANTO RIGUARDA LE COVER-BAND, MA LA COLPA ANCHE IN QUESTO CASO E' DI CHI LE SEGUE...QUALI SARANNO I PROGETTI FUTURI DEGLI ASHENT? STATE GIA' BUTTANDO GIU' IL NUOVO MATERIALE?

Onofrio: è tutto riassumibile in poche parole. Suonare dal vivo il più possibile e dare alla luce un nuovo album.
Per quanto riguarda le nuove canzoni, noi siamo una band che, in genere, compone sempre e tende ad accumulare un sacco di materiale nel tempo.
Sicuramente, a breve, inizierà un lavoro di selezione per capire quali saranno i brani che andranno a formare l’ossatura del nuovo disco.

Gilles: certo. La "macchina Ashent" è sempre attiva: stiamo già componendo materiale nuovo e presumibilmente il prossimo anno rientreremo in studio.
Stiamo anche cercando di esser sempre più autonomi nella realizzazione dei cd. C'è uno scambio in media di numerose mail al giorno piene di mp3, midi, basi, pezzi, spunti.

11. IO VI RINGRAZIO PER LA VOSTRA GENTILEZZA E DISPONIBILITA'. VISTO CHE SONO DI PADOVA, SPERO DI VEDERVI PRESTO DAL VIVO E DI SCAMBIARE DUE CHIACCHERE DI FRONTE AD UNA BIRROZZA. A VOI LE ULTIME RIFLESSIONI RAGAZZI!

Gilles: mi dispiace, sono astemio (hahah). Grazie a te per l'intervista. Posso solo dire che il materiale nuovo lascerà di stucco molte persone.

Onofrio: grazie a te e ai lettori di Icedtears!
Vi ricordo che potete visitare il nostro sito www.ashent.net per qualsiasi informazione, oppure il nostro profilo myspace, all’indirizzo www.myspace.com/ashentband se interessati a sentire la nostra musica o a vedere qualche video live.
Ragazzi, supportate la musica che amate, siete voi la vera scena!

Scritta da _Hellrob_

Discografia:
BandDiscoAnnoCommentiRecensioniPreferiti
AshentDeconstructive2009011


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