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MetalCamp Pullman
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Musica -> Metal-Core -> A life Once LostA life Once Lost
Philadelphia, all'interno degli Stati Uniti Nordorientali che continuamente partoriscono il più potente e progressivamente più polverizzante hardcore metallico che il mondo abbia mai conosciuto nascono i A Life Once Lost, dalle eccentriche e calcolate matematiche dei Dillinger Escape Plan, la poesia psicotica dei Deadguy, l'ipnotico e lento ardere degli Isis e gli artigiani dell'autotortura dei Converge. Gli A Life Once Lost tengono orgogliosamente in alto la bandiera, grazie al loro debutto su Ferret Music, HUNTER. HUNTER è un album che si conferma e si fa valere dalla prima raffica di riff all'ultimo soffocato latrato del cantante Robert Meadows e vede il quintetto puntare avanti con la rabbia brutale dei loro pari, ma loro stessi singolarmente ispirati da una combinazione mesmerica dell'influente groove dei Sabbath, lo staccato dei Meshuggah e le sensibilità vocali punitrici dei compianti figli del Midwest, i Coalesce. "Noi abbiamo sempre guardato band che creano delle cose uniche e non copie carbone, band che si spingono ai limiti", proclama il vocalist Robert Meadows. "Noi vogliamo essere lì con quelle band, proprio lì con loro. E sentiamo di poterlo fare". Nel 2005 gli A Life Once Lost hanno dato vita a HUNTER, e l'album si centra sull'oscura ma importante promessa di A Great Artist del 2004. Ma gli ALOL non erano soddisfatti nel ripetere il passato, a dispetto della forza del loro passato. HUNTER va per la giugulare su ogni nota, ed ha la capacità di catturare l'attenzione anche dello sguardo più fugace, grazie all'artwork interessante creato da Paul Romano, l'uomo responsabile delle copertine di album di Mastodon, Dead To Fall, Trivium e The Red Chord. "L'idea stessa dietro ad HUNTER va al di fuori e prende di mira ciò che voi volete. Non tratta tematiche come l'andare a scuola, l'avere un lavoro, una famiglia. Non tratta di chi vi dice che non andate abbastanza bene. Tratta semplicemente del dire 'fanculo' e del fare quello che voi volete fare", spiega Meadows. "Tratta dell'andare là fuori e prenderselo". È precisamente quegli istinti, quella fame, che ha tenuto in piedi la band sin dalla formazione nel 1999. I chitarristi Douglas Sabolick e Robert Carpenter (unitosi al gruppo nel 2001, quando "la band divenne seria", secondo Meadows) formano l'ossatura musicale degli A Life Once Lost, con il drummer Justin Graves a completamento sin dalla sua entrata poco prima di registrare il loro album più noto, A Great Artist. Gli A Life Once Lost hanno prodotto materiale attraverso la Loudnet Records e la Robotic Empire prima di agganciarsi alla Deathwish, etichetta del cantante dei Converge Jake Bannon, che pubblicò il vinile per The Fourth Plague: Flies i. Era il punto di forza di A Great Artist - la sua misura, il suo scopo, la sua metallica brutalità - che fece guadagnare alla band le attenzioni della Ferret Music di Carl Severson, che volle conoscere i ragazzi una volta passato da Philadelphia con la sua band, i Nora. A Great Artist li aiutò anche on the road con un numero di band dalla stessa loro mentalità, come Breather Resist, Between The Buried And Me, Throwdown, Dead To Fall e God Forbid, portando tutti loro attraverso il Nord America con puntatine in Messico e Canada. E mentre A Great Artist ha costruito le fondamenta degli ALOL, è HUNTER che cementificherà il giusto posto della band nella scena metal. HUNTER uccide, ed è dove gli ALOL hanno coltivato il loro sound unico, sebbene sia un suono così vizioso che potreste quasi immaginare questi ragazzi con pezzi di carne che pendono dai loro menti, é un lavoro intelligente, colmo di canzoni che prenderanno il controllo della vostra attenzione e vi entusiasmeranno tanto quanto vi spaventeranno. Quando tutto è stato detto e fatto quello che per gli A Life Once Lost sembra semplice è spesso, sebbene per band minori, un'illusione: "Io voglio essere ricordato per non essermi mai adattato a nessuna etichetta discografica o ad una moda", dice Meadows tranquillamente, "Niente ci ha mai frenato. Siamo una band che ha visto ciò che voleva e ha fatto ciò che voleva fare. Non ci siamo mai uniformati a niente, e non seguiremo mai nessuna regola". Effettivamente, HUNTER segue le sue proprie regole, e infrange quelle degli altri. Discografia:
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