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Forum -> Off-Topic -> Poesia Pagine: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7| Autore | Messaggio | Lord Galamoth (N/D)

16-06-08 02:07 | Mercoledì delle ceneri
Thomas Stearns Eliot
Perch'i' non spero più di ritornare
Perch'i' non spero
Perch'i' non spero più di ritornare
Desiderando di questo il talento e dell'altro lo scopo
Non posso più sforzarmi di raggiungere
Simili cose (perché l'aquila antica
Dovrebbe spalancare le sue ali?)
Perché dovreí rimpiangere
La svanita potenza del regno consueto?
Poi
che non spero più di conoscere
La gloria incerta dell'ora positiva
Poi che non penso più
Poi che ormai so di non poter conoscere
L'unica vera potenza transitoria
Poi che non posso bere
Là dove gli alberi fioriscono e le sorgenti sgorgano, perché non c'è più nulla
Poi che ora so che il tempo è sempre il tempo
E che lo spazio è sempre ed è soltanto spazio
E che ciò che è reale lo è solo per un tempo
E per un solo spazio
Godo che quelle cose siano come sono
E rinuncio a quel viso benedetto
E rinuncio alla voce
Poi che non posso sperare di tornare ancora
Di conseguenza godo, dovendo costruire qualche cosa
Di cui allietarmi
E prego Dio che abbia pietà di noi
E prego di poter dimenticare
Queste cose che troppo
Discuto con me stesso e troppo spiego
Poi che non spero più di ritornare
Queste parole possano rispondere
Di ciò che è fatto e non si farà più
Verso di noi il giudizio non sia troppo severo
E poi che queste ali più non sono ali
Atte a volare ma soltanto piume
Che battono nell'aria
L'aria che ora è limitata e secca
Più limitata e secca della volontà
Insegnaci a aver cura e a non curare
Insegnaci a starcene quieti.
Prega per noi peccatori ora e nell'ora della nostra morte
Prega per noi ora e nell'ora della nostra morte.
II
Signora, tre leopardi bianchi giacevano sotto un ginepro
Nella frescura del giorno, nutriti a sazietà
Delle, mie braccia e del mio cuore e del mio fegato e di quanto
Era stato contenuto nel cavo rotondo del mio cranio. E Dio disse
Vivranno queste ossa? vivranno
Queste ossa? E tutto quanto era stato contenuto
Nelle ossa (che già erano aride) disse stridendo
Per la bontà di questa Signora
E, per la sua grazia, e perché
Ella onora la Vergine in meditazione
, Noi risplendiamo con tanta lucentezza. E io che sono
Qui dismembrato offro all'oblìo le mie gesta, e il mio amore
Alla posterità del deserto e al frutto della zucca.
E' questo che ristora
Le mie viscere le fibre dei miei occhi e le porzioni indigeste
Che i leopardi rifiutano. La Signora si è ritirata
In una bianca veste, alla contemplazione, in una bianca veste.
Che la bianchezza dell'ossa espii fino all'oblìo.
In esse non c'è vita. E come io sono dimenticato e vorrei essere
Dimenticato, così vorrei dimenticare
Consacrato in tal modo, ben saldo nel proposito. E Dio disse
Profetizza al vento, al vento solo perché
Il vento solo darà ascolto. E le ossa cantarono stridendo
Col ritornello della cavalletta, dicendo
Signora dei silenzi
Quieta e affranta
Consunta e più integra
Rosa della memoria
Rosa della dimenticanza
Esausta e feconda
Tormentata che doni riposo
La Rosa unica
Ora è il giardino
Dove ogni amore finisce
Terminato il tormento
Dell'amore insoddisfatto
Più grande tormento
Dell'amore soddisfatto
Fine dell'ínfinito
Viaggio verso il nulla
Conclusione di tutto ciò
Che non può essere concluso
Linguaggio senza parola
E parola di nessun linguaggio
Grazia alla Madre
Per il Giardino
Dove tutto l'amore finisce.
Sotto un ginepro le ossa cantarono, disperse e rilucenti
Noi siamo liete d'essere disperse, poco bene facernmo l'una all'altra,
Nella frescura del giorno sotto un albero, con la benedizione della sabbia,
Dimenticando noi stesse e l'un l'altra, unite
Nella serenità del deserto. Questa è la terra che voi
Spartirete. E né divisione né unione
Hanno importanza. Questa è la terra. Ecco, abbiamo la nostra eredità.
III
Là dalla prima rampa della seconda scala
Mi volsi e vidi in basso
La stessa forma avvinta alla ringhiera
Sotto la nebbia nell'aria fetida
In lotta col demonio delle scale
Dall'ingannevole volto della speranza e della disperazione.
Alla seconda rampa della seconda scala
Li lasciai avvinghiati, volti in basso;
Non v'erano più volti e la scala era oscura,
Scheggiata ed umida, come la bocca guasta
E bavosa di un vecchio, o la gola dentata di un antico squalo.
Là sulla prima rampa della terza scala
Una finestra a inferriata con il ventre gonfìo
Come quello di un fico e al di là
Del biancospino in fìore e della scena agreste
Quella figura dalle spalle ampie vestita in verde e azzurro
Affascinava il maggio con un flauto antico.
Sono dolci le chiome arruffate, le chiome brune arruffate sulla bocca,
Lillà e chiome brune;
Lo sgomento, la musica del flauto, le pause e i passi della mente sulla terza scala,
Svaniscono, svaniscono; al di là della speranza e al di là della disperazione
La forza sale sulla terza scala.
Signore, non son degno
Signore, non son degno
ma di' una sola parola.
IV
Colei che camminò fra viola e viola
Che camminò
Fra i diversi filari del variato verde
In bianco e azzurro procedendo, colori di Maria,
Parlando di cose banali
In ignoranza e scienza del dolore eterno
Che mosse in mezzo agli altri che già stavano andando
Che allora fece forti le fontane e fresche le sorgenti
Rese fredda la roccia inaridita e solida la sabbia
In blu di speronella, blu del colore di anni Maria,
Sovegna vos
Ecco gli anni che passano in mezzo, portando
Lontano i violini e i flauti, ravvivando
Una che muove nel tempo fra il sonno e la veglia, che indossa
Luce bianca ravvolta, di cui si riveste, ravvolta.
Passano gli anni nuovi ravvivano
Con una splendida nube di lacrime, gli anni, ravvivano
La rima antica con un verso nuovo. Redimi
Il tempo. Redimi
La visione non letta nel sogno più alto
Mentre unicorni ingioiellati traggono il catafalco d'oro.
La silenziosa sorella velata in bianco e azzurro
Fra gli alberi di tasso, dietro il dio del giardino,
Il cui flauto tace, piegò la testa e fece un cenno ma non parlò parola
Ma la sorgente zampillò e l'uccello cantò verso la terra
Redimi il tempo, redimi il sogno
La promessa del verbo non detto e non udito
Finché il vento non scuota mille bisbigli dal tasso
E dopo questo nostro esilio
V
Se la parola perduta è perduta, se la parola spesa è spesa
Se la parola non detta e non udita
E' non udita e non detta,
Sempre è la parola non detta, il Verbo non udito,
Il Verbo senza parola, il Verbo
Nel mondo e per il mondo;
E la luce brillò nelle tenebre e
Il mondo inquieto contro il Verbo ancora
Ruotava attorno al centro del Verbo silenzioso.
0 mio popolo, che cosa ti ho fatto.
Dove ritroveremo la parola, dove risuonerà
La parola? Non qui, che qui il silenzio non basta
Non sul mare o sulle isole, né sopra
La terraferma, nel deserto o nei luoghi di pioggia,
Per coloro che vanno nella tenebra
Durante il giorno e la notte
Il tempo giusto e il luogo giusto non sono qui
Non v'è luogo di grazia per coloro che evitano il volto
Non v'è tempo di gioire per coloro che passano in mezzo al rumore e negano la voce
Pregherà la sorella velata per coloro
Che vanno nelle tenebre, per coloro che ti scelsero e si oppongono
A te, per coloro che sono straziati sul corno fra stagione e stagione, tempo e ternpo, Fra ora e ora, parola e parola, potenza e potenza, per coloro che attendono
Nelle tenebre? Pregherà la sorella velata
Per i fanciulli al cancello
Che non lo varcheranno e non possono pregare:
Prega per coloro che ti scelsero e ti si oppongono
0 mio popolo, che cosa ti ho fatto.
Pregherà la sorella velata fra gli alberi magri di tasso
Per coloro che l'offendono e sono
Terriffcati e non possono arrendersi
E affermano di fronte al mondo e fra le rocce negano
Nell'ultimo deserto e fra le ultime rocce azzurre
Il deserto nel giardino il giardino nel deserto
Della secchezza, sputano dalla bocca il secco seme di mela.
0 mio popolo.
VI
Benché non speri più di ritornare
Benché non speri
Benché non speri di ritornare
A oscillare fra perdita e profitto
in questo breve transito dove i sogni si incrociano
Il crepuscolo incrociato dai sogni fra nascita e morte
(Benedicimi padre) sebbene non desideri più di desiderare queste cose
Dalla fìne finestra spalancata verso la riva di granito
Le vele bianche volano ancora verso il mare, verso il mare volano
Le ali non spezzate
E il cuore perduto si rinsalda e allieta
Nel perduto lillà e nelle voci del mare perduto
E Io spirito fragile s'avviva a ribellarsi
Per la ricurva verga d'oro e l'odore del mare perduto
S'avviva a ritrovare
Il grido della quaglia e il piviere che ruota
E l'occhio cieco crea
Le vuote forme fra le porte d'avorio
E l'odore rinnova il sapore salmastro della terra sabbiosa
Questo è il tempo della tensione fra la morte e la nascita
Il luogo della solitudine dove tre sogni s'incrociano
Fra rocce azzurre
Ma quando le voci scosse dall'albero di tasso si partono
Che l'altro tasso sia scosso e risponda.
Sorella benedetta, santa madre, spirito della fonte, spirito del giardino
Non permettere che ci si irrida con la falsità
Insegnaci a aver cura e a non curare
Insegnaci a starcene quieti
Anche fra queste rocce,
E'n la Sua volontarie è nostra pace
E anche fra queste rocce
Sorella, madre
E spirito del fiume, spirito del mare,
Non sopportare che io sia separato
E a Te giunga il mio grido. ___________ - Nun apolueis ton doulon
sou despota kata to rema
sou en eirene
oti eidon oi ophthalmoi
mou to soterion sou -
http://it.youtube.com/watch?v=9CsAH8q7k1o | | Status:Utente Località: Sesso:Metallaro Età:N/D
| Elminster (N/D)

16-06-08 03:20 | Un must:
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.
(C.Pavese) ___________ Proud Member of Iced Tears' Vegetarian Club ®
Anti Csi Parody
Fuck off close-minded Twù Metaller | | Status:Utente Località:Belluno Sesso:Metallaro Età:17 | Ironman (N/D)

16-06-08 12:55 | L’assenza
Ti cerco
ma nella casa buia
e solitaria
il solo crepitio dei passi
è il piangere d’un cuore;
ecco, all’udir
soggiunge un rumore
ma lungi è il tuo ridere
giocoso, lungi
il tuo passo spensierato.
S’ode soltanto il pianto,
il grigio sciogliersi
di lacrime amare
avvolte in un alone
di rimpianto. ___________ "Tutte le cose diritte mentono. Ogni verità è ricurva, il tempo stesso è un circolo"
(Zarathustra)
"Chi è causa del suo mal pianga se stesso" | | Status:Recensore Località:Perugia Sesso:Metallaro Età:18 | megamaggot (N/D)

16-06-08 14:26 | vabbè ragà a che ci siamo ne inserisco pure una delle mie...mi piace troppo scrivere, soprattutto quando ho un sottofondo di musica ispirativa...
Ogni volta che mi perdo,
socchiudendo gli occhi,
per non vedere la tristezza del tuo sguardo.
Mi avvolgo di rovi
e il dolore gocciola.
Lentamente.
Ogni volta che mi perdo,
il mio cuore-noir
espande la sua inquietudine
sino all'ultima goccia di acqua salata.
Scivolo.
Lento.
Vuoto.
sprofondare nei miei incubi
è molto più dolce
che aspettare un tuo addio... ___________ vuoti di suicidio riempiti di frammenti di disperditrici tempeste,sognando una memoria tormentata a squarciare la mia gola...XASTHUR | | Status:Utente Località:Palermo Sesso:Metallaro Età:18 | LifeInDeath (N/D)

16-06-08 20:19 | La luce appare dove non splende il sole
La luce appare dove non splende il sole;
Dove non scorre il mare, le acque del cuore
Spingono i loro flutti;
E, sparsi fantasmi con lucciole nel capo,
Le creature di luce
Sfilano lungo la carne dove nessuna carne copre le ossa:
Una candela nelle cosce
Riscalda seme e giovinezza e brucia i semi dell'età;
Dove non germina alcun seme,
Il frutto d'uomo spiana le grinze sotto gli astri,
Lucido come un fico;
Dove cera non è, mostra i suoi fili di candela.
L'alba appare dietro gli occhi;
Dai poli del cranio e dell'alluce il sangue ventoso
Scivola nel mare;
Non picchettati, non recinti, i pozzi del cielo
Sgorgano sotto la verga
Che divina in un sorriso il petrolio del pianto.
La notte nelle orbite contorna,
Luna di pece, il limite dei globi;
Il giorno illumina l'osso;
Dove non fa mai freddo, la raffica che spella
Slaccia le vesti dell'inverno;
Il film primaverile dalle palpebre pende.
La luce appare su segreti appezzamenti,
Sugli scarti del pensiero dove i pensieri esalano alla pioggia;
Quando le logiche muoiono,
Il segreto del suolo cresce attraverso l'occhio
E il sangue balza nel sole;
Sopra i terreni esausti l'alba arresta il suo corso. ___________ Ospedali, galere e puttane sono le università della vita..(C.Bukowski) | | Status:Utente Località:Napoli Sesso:Metallaro Età:21 | LifeInDeath (N/D)

16-06-08 20:20 | Ho dimenticato l'autore..
è di Dylan Thomas la poesia ___________ Ospedali, galere e puttane sono le università della vita..(C.Bukowski) | | Status:Utente Località:Napoli Sesso:Metallaro Età:21 | In_RhApSoDy (N/D)
18-06-08 11:44 | Il tuo seme marcio ha dato luogo alla mia Follia
La mia Follia sarà il palcoscenico della tua sconfitta.
Io Amo.
E tu non puoi fare più nulla per la mia infelicità.
Ho già deciso che strada percorrere
ed è la stessa in cui marcherai i tuoi ultimi passi.
Per una volta si invertiranno i ruoli:
Tu la Vittima
io il Carnefice.
Dio,ferma la mia mano su di Lei
Dio,ferma la sua mano su di Me. ___________ Rubik's Cube Ist Fucking Krieg
...my blogghe:
http://cid-262970e6612ec5c3.spaces.live.com/
INCHINIAMOCI TUTTI DINANZI A PADRON ANTARES
______________________ | | Status:Utente Località:Pisa Sesso:Metallaro Età:15 | Lokys (N/D)

22-06-08 16:15 | aspetto qui
al limite della notte
prima che giunga la rossa aurora
aspetto qui ai confini dei sogni
avvolto nel sudario
avvolto nel mio vestito migliore
avvolto dalle ombre
nelle ombre
l'aria sa notte
fredda e rigida
qui immobile nel buio
aspetto il mio cuore
attendo il mio amore
argentea e la sua lapide
sotto questa luna
che tutto illumina
che tutto trasforma
che tutto nasconde
lei verra
lei si verra a me
e allora ci aggireremo
ebbri di vita
come fiere urlanti di liberta
in questo sciocco e corrotto mondo
tornati dalle tenebre
al richiamo del sangue
mia ultima creazione per mio diletto ___________ che puoi fare tu,contro di me,grande e onnipotente?, dio o demone, puoi solo uccidermi, ma io sarò ugualmente LIBERO
un giorno gesù entro in una locanda, diede tre chiodi al locandiere e disse "può sistemarmi per la notte" | | Status:Utente Località: Sesso:Metallaro Età:27 | Lord Galamoth (N/D)

27-06-08 03:58 | Henry Murger - La Ballata del Disperato
(Ballade du désespéré, 1856; traduzione mia)
Chi bussa al mio uscio a quest'ora?
— Apri, sono io. — Qual'è il tuo nome?
Non si entra in casa mia
a mezzanotte, con questi modi!
Apri. — Il tuo nome? — Nevica!
Apri! — Il tuo nome? — Presto, apri!
— Qual'è il tuo nome? — Ah! Nella sua tomba
un cadavere non ha più freddo.
Ho marciato tutto il giorno,
Dall'ovest all'oriente, da sud a nord.
All'angolo del tuo camino
permettimi di sedermi. — Non ancora.
Qual'è il tuo nome? — Io sono la Gloria
io conduco all'immortalità.
— Và via, fantasma derisorio!
— Concedimi ospitalità!
— Io sono l'Amore e la Giovinezza
Due grandi doni di Dio.
— Và via per la tua strada! La mia amata
da lungo tempo mi ha detto addio.
— Io sono l'Arte e la Poesia;
Non mi allontanare, presto, apri! — No!
Non sò più cantare chi amo.
Più non rammento il suo nome.
— Aprimi, io sono la ricchezza
Ed ho dell'oro, dell'oro per tutte le ore.
Posso renderti la tua amata.
— Puoi renderci il nostro amore?
— Aprimi, io sono il potere.
Tutto posso! — Vane lusinghe!
Puoi rendermi l'esistenza
Di chi non ritornerà più?
— Se non vuoi aprire la tua porta
Ai viaggiatori che si sono annunciati;
Io sono la morte! Apri: io
a tutti i mali dò guarigione
Tu puoi udire tintinnare alla mia cintola
Le chiavi delle cripte nere,
Io proteggerò la tua tomba
dalle dissacrazioni degli animali
— Entra da me, magro straniero
E perdona la mia povertà
E' la dimora della miseria
Ad offrirti ospitalità.
Entra, sono stanco della vita
Poichè per me non c'è avvenire
Avevo da tempo la voglia
Ma non il coraggio di morire.
Entra sotto il mio tetto, bevi e mangia,
Dormi, e quando ti risveglierai
Per saldare il debito, caro angelo,
Tra le tue braccia mi trasporterai.
Ti aspetto, voglio seguirti
Dove mi porterai andrò
Ma lascia in vita il mio povero cane
Cosicchè almeno lui mi pianga... ___________ - Nun apolueis ton doulon
sou despota kata to rema
sou en eirene
oti eidon oi ophthalmoi
mou to soterion sou -
http://it.youtube.com/watch?v=9CsAH8q7k1o | | Status:Utente Località: Sesso:Metallaro Età:N/D | Snow (N/D)

27-06-08 14:08 | " Ha una sua solitudine lo spazio
solitudine il mare
e solitudine la morte - eppure
tutte queste son folla
in confronto a quel punto più profondo,
segretezza polare,
che è un' anima al cospetto di se stessa:
infinità finita. "
Emily Dickinson ___________ ...remembering | | Status:Utente Località:Palermo Sesso:Metallara Età:N/D | Ironman (N/D)

27-06-08 20:48 | "Or poserai per sempre;
stanco mio cor...
Assai palpitasti ...
Amaro e noia
la vita, altro mai nulla; e fango è il mondo...
Al gener nostro il fato
non donò che il morire. Ormai disprezza
te, la natura, il brutto
poter che, ascoso, a comun danno impera,
e l’infinita vanità del tutto."
(Giacomo Leopardi) ___________ "Tutte le cose diritte mentono. Ogni verità è ricurva, il tempo stesso è un circolo"
(Zarathustra)
"Chi è causa del suo mal pianga se stesso" | | Status:Recensore Località:Perugia Sesso:Metallaro Età:18 | Ironman (N/D)

29-06-08 01:32 | Donna
I
Donna, di spirto e virtù feconda
i tu occhi brillan d’un calore
profondo e silente, ch’inonda
lo mio cor di tu rossa passione,
con sguardi taciti e pu sfuggenti
rimembrami nel petto la missione
d’allietar li cori delle genti
al principiar del funesto dolore
che fa le pene misere tormenti.
II
Al tu mancar calore viene meno
pur che sia il mi cor innamorato;
ch’amore cerca Amore, ameno
come ‘l fior ch’è germogliato;
al sovvenir de la muta dolenza
resta lo mi spirto avvelenato
d’una diffusa e gaia assenza;
ma facemi divina voluntate
che sublima d’ogne sofferenza.
III
D’amarmi e amarmi etterno
promettesti, ch’al mio sospirar
il tuo gaio dir fosse materno;
ma giunsero infine a lacrimar
i flebili sogni d’una speranza
volta al tuo celeste rimirar,
chè buio all’occhio mio s’avanza;
eppure col dolore mi pervade
al tu ricordo Amore, che non cade. ___________ "Tutte le cose diritte mentono. Ogni verità è ricurva, il tempo stesso è un circolo"
(Zarathustra)
"Chi è causa del suo mal pianga se stesso" | | Status:Recensore Località:Perugia Sesso:Metallaro Età:18 | Ironman (N/D)

29-06-08 09:01 | Scusate, ma a causa del mio evidente stato comatoso di iersera ho inserito la brutta copia della poesia, e non quella ricorretta. Quella corretta la posto qui di seguito.
Donna
I
Donna, di spirto e virtù feconda,
i tu occhi brillan d’un calore
profondo e silente, ch’or inonda
lo mi cor di tuo rosso vigore,
con sguardi taciti e pu sfuggenti
rimembrami nel petto lo valore
d’allietar li cori delle genti
al principiar del funesto dolore
che fa le pene misere tormenti.
II
Al tuo mancar calore viene meno
pur che sì ‘l mi cor innamorato,
amore cerca Amore, ameno
come ‘l fior ch’è germogliato;
al sovvenir de la muta dolenza
resta lo mi spirto avvelenato
d’una diffusa e gaia assenza;
ma facemi divina voluntate
che sublima d’ogne sofferenza.
III
D’amarmi e amarmi etterno
promettesti, ch’al mio sospirar
il tuo gaio dir fosse materno;
ma giunsero infine al lacrimar
i flebil sogni d’una speranza
volta al tuo celeste rimirar,
chè buio all’occhio mio avanza;
eppure col dolore mi pervade
al tu segno Amore, che non cade. ___________ "Tutte le cose diritte mentono. Ogni verità è ricurva, il tempo stesso è un circolo"
(Zarathustra)
"Chi è causa del suo mal pianga se stesso" | | Status:Recensore Località:Perugia Sesso:Metallaro Età:18 | Lokys (N/D)

30-06-08 21:39 | Percy Bysshe Shelley
ODE AL VENTO OCCIDENTALE
Oh tu vento selvaggio occidentale, alito
della vita d'autunno, oh presenza invisibile da cui
le foglie morte sono trascinate, come spettri in fuga
Da un mago incantatore, gialle e nere,
pallide e del rossore della febbre, moltitudini
che il contagio ha colpito: oh tu che guidi
I semi alati ai loro letti oscuri
dell'inverno in cui giaciono freddi e profondi
come una spoglia sepolta nella tomba,
Finché la tua sorella azzurra Primavera,
non farà udire le squilla sulla terra in sogno
e colmerà di profumi e di colori vividi
Il colle e la pianura, nell'aria i lievi bocci conducendo
simili a greggi al pascolo: oh Spirito selvaggio,
tu che dovunque t'agiti, e distruggi e proteggi: ascolta, ascolta!
II
Tu nella cui corrente, nel tumulto
del cielo a precipizio, le nuvole disperse
sono spinte qua e là come foglie appassite
Scosse dai rami intricati del Cielo e dell'Oceano,
angeli della pioggia e del fulmine, e si spargono
là sull'azzurra superficie delle tue onde d'aria
Come la fulgida chioma che s'innalza
sopra la testa d'una fiera Menade, dal limite
fioco dell'orizzonte fino alle altezze estreme dello zenit,
Capigliatura della tempesta imminente. Canto funebre
tu dell'anno che muore, al quale questa notte che si chiude
sarà la cupola del suo sepolcro immenso, sostenuta a volta
da tutta la potenza riunita dei vapori
dalla cui densa atmosfera esploderà una pioggia
nera come fuoco e grandine: oh, ascolta!
III
Tu che svegliasti dai loro sogni estivi
le acque azzurre del Mediterraneo, dove
si giaceva cullato dal moto dei flutti cristallini
Accanto a un'isola tutta di pomice del golfo
di baia e vide in sonno gli antichi palazzi e le torri
tremolanti nel giorno più intenso dell'onda, sommersi
da muschi azzurri e da fiori dolcissimi al punto
che nel descriverli il senso viene meno!
Tu per il cui sentiero la possente
superficie d'Atlantico si squarcia
e svela abissi profondi dove i fiori
del mare e i boschi fradici di fango, che indossano
le foglie senza linfa dell'oceano, conoscono
la tua voce e si fanno all'improvviso grigi
per la paura e tremano e si spogliano: oh, ascolta!
IV
Fossi una foglia appassita che tu potessi portare;
fossi una rapida nuvola per inseguire il tuo volo;
un'onda palpitante alla tua forza, e potessi
Condividere tutto l'impulso della tua potenza,
soltanto meno libero di te, oh tu che sei incontrollabile!
Potessi essere almeno com'ero nell'infanzia, compagno
Dei tuo vagabondaggi alti nei cieli, come quando
superare il tuo rapido passo celeste
sembrava appena un sogno; non mi rivolgerei
A te con questa preghiera nella mia dolente
necessità. Ti prego, levami come un'onda, come
una foglia o una nuvola. Cado
Sopra le spine della vita e sanguino! Un grave
peso di ore ha incatenato, incurvato
uno a te troppo simile: indomito, veloce e orgoglioso.
V
Fà di me della tua cetra, com'è della foresta;
che cosa importa se le mie foglie cadono
come le sue! Il tumulto
Delle tue forti armonie leverà a entrambi un canto
profondo ed autunnale, e dolcemente triste.
Che tu sia dunque il mio spirito, o Spirito fiero!
Spirito impetuoso, che tu sia me stesso!
Guida i miei morti pensieri per tutto l'universo
come foglie appassite per darmi una nascita nuova!
E con l'incanto di questi miei versi disperdi,
come da un focolare non ancora spento,
le faville e le ceneri, le mie parole fra gli uomini!
E alla terra che dorme, attraverso il mio labbro,
tu sia la tromba d'una profezia! Oh, Vento,
se viene l'Inverno, potrà la Primavera essere lontana? ___________ che puoi fare tu,contro di me,grande e onnipotente?, dio o demone, puoi solo uccidermi, ma io sarò ugualmente LIBERO
un giorno gesù entro in una locanda, diede tre chiodi al locandiere e disse "può sistemarmi per la notte" | | Status:Utente Località: Sesso:Metallaro Età:27 | Lokys (N/D)

30-06-08 21:42 | La Separazione
Il bacio che le tue labbra hanno lasciato
Non si separerà mai dalle mie,
Fin che più felici ore, dolce fanciulla,
Alle tue labbra, incorrotto, renderanno il dono.
Al tuo sguardo di commiato, che sorride d'amore,
Uguale amore in me risponde:
La lacrima che ti scende dalle ciglia
Nulla in me può mutare.
Non ti chiedo un ricordo per farmi felice
Da contemplare quando sono solo;
Né una supplica per un cuore
I cui pensieri sono tutti tuoi.
Né devo scrivere: per raccontare
Due volte debole è la mia penna;
Di che possono avvalersi le parole
Misere, se non del cuore stesso per parlare?
E giorno e notte, nella felicità e nel pianto,
Quel cuore, non più libero,
Deve stringere l'amore che non può mostrare,
E silenzioso piangere per te.
GEORGE GORDON BYRON ___________ che puoi fare tu,contro di me,grande e onnipotente?, dio o demone, puoi solo uccidermi, ma io sarò ugualmente LIBERO
un giorno gesù entro in una locanda, diede tre chiodi al locandiere e disse "può sistemarmi per la notte" | | Status:Utente Località: Sesso:Metallaro Età:27 | Lokys (N/D)

30-06-08 21:47 | Così più non andremo
Così, più non andremo
In giro senza meta,
Nella notte fonda
Anche se il cuore vuole ancora amore
E la luna risplende luminosa.
Perché, come la spada logora il suo fodero,
L'animo consuma il petto:
Deve placarsi allora il cuore
E l'amore stesso riposare.
Così, anche se la notte fu creata
Per amare; anche se il giorno
Ritorna troppo presto: noi
Più non andremo in giro senza meta
Alla luce della luna.
GEORGE GORDON BYRON ___________ che puoi fare tu,contro di me,grande e onnipotente?, dio o demone, puoi solo uccidermi, ma io sarò ugualmente LIBERO
un giorno gesù entro in una locanda, diede tre chiodi al locandiere e disse "può sistemarmi per la notte" | | Status:Utente Località: Sesso:Metallaro Età:27 | Lord Galamoth (N/D)

30-06-08 23:08 | Un aviatore irlandese prevede la sua morte
di William Butler Yeats
Sento che troverò il mio fato
In un luogo tra le nuvole lassù;
Coloro ch'io combatto io non odio,
Coloro ch'io difendo io non amo;
Il mio paese è Kiltartan Cross,
E tnici compaesani i suoi pezzenti,
Non può alea nessuna menomarli
O rendere più lieti che in passato.
Non legge né dovere m'imposero la guerra,
Non uomini politici, né folle plaudenti,
Un impulso gioioso e solitario
Trasse a questo tumulto fra le nubi;
Ho soppesato tutto, valutato ogni cosa,
Gli anni avvenire parvero uno spreco di fiato,
Spreco di fiato gli anni del passato,
In bilico con questa vita, questa morte. ___________ - Nun apolueis ton doulon
sou despota kata to rema
sou en eirene
oti eidon oi ophthalmoi
mou to soterion sou -
http://it.youtube.com/watch?v=9CsAH8q7k1o | | Status:Utente Località: Sesso:Metallaro Età:N/D | Lokys (N/D)

02-07-08 00:21 | I recessi ombrosi dove in sogno io vedo
i più vaghi uccelli canori,
son come labbra, e tutta la tua melodia
di parole cui il labbro da forma.
I tuoi occhi, gemme nel cielo del cuore,
desolati si posano allora,
o Dio!, sulla mia mente funerea,
luce di stelle su un nero drappo.
Il tuo cuore, il tuo cuore! Mi ridesto
e sospiro, e dormo per sognare
di quella verità che l'oro non può mai comprare,
e di quelle futilità che sempre può, invece.
I recessi ombrosi di edgar alla poe ___________ che puoi fare tu,contro di me,grande e onnipotente?, dio o demone, puoi solo uccidermi, ma io sarò ugualmente LIBERO
un giorno gesù entro in una locanda, diede tre chiodi al locandiere e disse "può sistemarmi per la notte" | | Status:Utente Località: Sesso:Metallaro Età:27 | °_°Nightmare°_° (N/D)

03-07-08 10:04 | Credevo che il mio viaggio
fosse giunto alla fine
mancandomi oramai le forze.
Credevo che la strada
davanti a me
fosse chiusa
e le provviste esaurite.
Credevo che fosse giunto
il tempo
di trovare riposo
in una oscurità pregna
di silenzio.
Scopro invece che i tuoi
progetti
per me non sono finiti
e quando le parole ormai
vecchie
muoiono sulle mie labbra
nuove melodie nascono dal
cuore;
e dove ho perduto le tracce
dei vecchi sentieri
un nuovo paese mi si apre
con tutte le sue meraviglie.
[Da "Gitanjali", di Rabindranath Tagore] ___________
Buddha ha detto: Per vedere ciò che pochi hanno visto dovete andare dove pochi sono andati. | | Status:Utente Località:Napoli Sesso:Metallara Età:N/D | Snow (N/D)

03-07-08 16:24 | " E le foglie non si muovono più;
restano là, incollate ai rami come morte.
Così mi sento...
Foglia che non sa più tremare
bava di vento che si scordò di soffiare
soffio di luna che non pò spuntare,
con tutta la mia vita che brucia nelle vene
fermata per sempre,
in questa notte di silenzio stregato più nera della morte."
Anonima ___________ ...remembering | | Status:Utente Località:Palermo Sesso:Metallara Età:N/D | Akh666 (N/D)
04-07-08 22:52 | Richiama a Te
L'Angelo di Fuoco
a L'Angelo a cui strappasti le Ali
a cui,insegnasti l'oscura Arte della Ribellione.
Dimostra,
di essere la Sigma Octantis
della spiritualita' umana.
Riprendi(ti),
la violenta melodia dei peccati,
Innalza i cori della "creazione"
nuovamente ripercorri,
vibrazioni degne del Tuo Ego.
Facci udire la Blasfema concezione.
Legaci,
nuovamente alla Tua collerica volonta',
tramite la mela e la serpe,
la Prima e piu utile dei figli.
Ma tu,canta ancora.
tuona,vibra ogni infinito.
Ch'Io,
Possa tener Tutto,
nel palmo della mia mano. | | Status:Staff Località:Firenze Sesso:Metallaro Età:36 | Lokys (N/D)

10-07-08 00:15 | Ode alla Malinconia
No, no, non precipitarti verso il Lete; non trarre vino velenoso
Dall'aconito, torcendo le sue saldi radici, no
Non lasciare che la tua pallida fronte sia baciata
Dal rosso grappolo di Proserpina, la belladonna;
No, il tuo rosario non fare con le bacche del tasso,
Né la tua lamentosa Psiche siano lo scarabeo
O la falena della morte; non condividere
Col gufo piumato i misteri del tuo dolore,
Che troppo assonnata l'ombra verrà all'ombra
Ad annegare la vigile angoscia dell'animo.
Ma quando dal cielo improvviso l'attacco cadrà
Di malinconia, come una nuvola in pianto
Che tutti i fiori nutre dal languido capo
E il verde colle nasconde in un sudario d'aprile,
Sazia allora il tuo dolore con una rosa mattutina,
Sazialo con l'arcobaleno dell'onda salata di sabbia
O con la ricchezza delle tonde peonie.
E quando mostri la tua amante una ricca ira,
La sua dolce mano imprigiona; lasciala delirare
Mentre tu ti nutri e ti sazi dai suoi occhi senza pari.
Sì, abita con la bellezza, lei, con la bellezza che deve morire;
E con la Gioia, che sempre una mano tiene sulle labbra
Per augurare addio: e vicino alò Piacere, che fa soffrire,
E si tramuta in veleno mentre come un'ape succhia la bocca:
Sì, nel tempio stesso del Diletto
Ha il suo santuario sovrano la velata Melanconia,
Anche se nessuno la scorge se non quello la cui strenua lingua
Schiaccia il grappolo della Gioia sul palato da intenditore:
Assaggerà allora l'anima sua la tristezza di quel potere
Che la farà rimanere sospesa tra i suoi nebulosi trofei.
John Keats ___________ che puoi fare tu,contro di me,grande e onnipotente?, dio o demone, puoi solo uccidermi, ma io sarò ugualmente LIBERO
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19-07-08 17:56 | Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.
cesare pavese ___________ che puoi fare tu,contro di me,grande e onnipotente?, dio o demone, puoi solo uccidermi, ma io sarò ugualmente LIBERO
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19-07-08 18:21 | «O donna in cui la mia speranza vige,
e che soffristi per la mia salute
in inferno lasciar le tue vestige,
di tante cose quant' i' ho vedute,
dal tuo podere e da la tua bontate
riconosco la grazia e la virtute.
Tu m'hai di servo tratto a libertate
per tutte quelle vie, per tutt' i modi
che di ciò fare avei la potestate.».
(Dante, Paradiso, XXXI:79-87)
Di questi versi Ezra Pound, nel suo saggio The Spirit Of Romance dice: "Questi nove versi, tratti dal loro contesto, sono - a parer mio - la più nobile poesia d'amore di tutto il mondo, a meno che non si voglia includere nl confronto il [URL=http://it.wikipedia.org/wiki/Magnificat]Magnificat[/URL]" ___________ - Nun apolueis ton doulon
sou despota kata to rema
sou en eirene
oti eidon oi ophthalmoi
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20-07-08 13:48 | Gérard de Nerval - El Desdichado (1853)
Io sono il Tenebroso - Il Vedovo - lo Sconsolato
Il Principe d'Aquitagna nella torre che crolla
La mia unica stella è morta, e il mio lutto stellato
Porta il sole nero della Malinconia.
Nella notte della fossa, tu che mi consoli,
Ridammi Posilipo ed il mare d'Italia
Il fiore che il mio cuore desolato tanto apprezzava
Ed il graticcio che torce la rosa nella vite.
Sono Amore o Febo? Lusignan o Biron?
La mia fronte è ancora rossa per il bacio della regina
Sogno nella grotta marina dove nuotano le sirene.
Ed io ho attraversato vittoriosamente l'Acheronte, due volte
Dando un tono alla Lira di orfeo, modulando su essa
I sospiri del santo e le grida della fata. ___________ - Nun apolueis ton doulon
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