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Luciano Decrescenzo - Vita di Luciano Decrescenzo scritta da lui medesimo; pag 63/64/65 ha detto: <<Ciao, come stai?>> mi disse appena mi vide; e da quel momento non mi rivolse più la parola.
Io non conoscevo nessuno. Lei invece conosceva tutti; rideva con i Torre Padula, spettegolava con i Caracciolo, persone che non avevo mai sentito nominare. Tra l'altro, non afferravo nemmeno bene quello che dicevano.
<<Ieri sera>>, confidava ridendo ad uno con la faccia da ebete <<ho sgamato il Sanfedele che faceva le vasche con l'Annarita!>>
<<Sul serio?>> rispondeva l'ebete. <<Ma è vero che si spara le pose con l'Aurelia del cugino?>>
Per me erano parole prive di senso: capivo però che avevo perso Gisella, anzi, Giselle. La spiaggia di Bacoli divenne subito un <<pallido ricordo del passato>>. Dopo la mezzanotte si mise subito a ballare con un uomo anziano, un trentenne, un certo Gianfilippo di Qualchecosa. Non volevo credere ai miei occhi: Giselle, completamente plagiata da un bellimbusto! Ecco perchè mi aveva ignorato in quesi giorni, ecco perchè si era sempre fatta negare al telefono! Quello che più mi dava fastidio poi era che, dopo ogni ballo, i due spudorati non si staccavano, ma restavano fermi l'uno nelle braccia dell'altro finchè non ripartiva la musica. E pensare che per ogni brano era necessario ricaricare il grammofono con la manovella, cambiare puntina e appoggiare con estrema attenzione il braccetto, per non rovinare il disco: un operazione che a dir poco durava due minuti.
A quel punto dovevo reagire, ma come? Finalmente mi venne un idea formidabile: uscii sul terrazzo e decisi di non rientrare più nel salone. Sarei rimasto lì fuori fino a quando lei non sarebbe venuta a cercarmi.
<<Avete visto Luciano?>> avrebbe chiesto in giro.
<<Chi Luciano?>>
<<Luciano De Crescenzo... quello del Vomero?>>
<<Mai sentito>> le avrebbero risposto.
La notte era fredda, ma la cosa non poetava che farmi piacere: il freddo rendeva ancora più intenso il mio soffrire.
Intanto mi preparavo le risposte.
<<Ma che fai qua fuori?>> avrebbe detto lei.
<<Solo ora ti sei accorta che non c'ero!>> avrei replicato io, con amarezza.
Purtroppo lei non arrivò mai. Arrivò invece la pioggia, e io non mi mossi. <<Benissimo,>> pensai <<così quando verrà mi troverà tutto bagnato.>> (Potrei anche dire che "le gocce di pioggia si mischiarono alle lacrime", ma non lo dico.) Lo smoking di Pecoriello diventò una vera schifezza.
Il giorno dopo mi capità tra le mani la pietra di Bacoli, e invece di buttarla via, come avrei dovuto fare sin dal primo momento, ci scrissi sopra una poesia:
Piccola pietra gelida
tolta dalla tua riva
tolta dal bacio assiduo
del mar che a te saliva,
scorda quel lido splendido,
scorda che scordo anch'io.
Ero giovane.
And if loving is the answer,
then who's the giving for?
Do you believe in something
that you've never seen before? |