Altro: "PSICOPATOLOGIA DEL NON VISSUTO QUOTIDIANO, DI PIERO COPPO, ED.NAUTILUS,NO COPYRIGHT":
"Una necessità imprescindibile; una scelta fra sopravvivenza e scomparsa della specie umana propose, migliaia di anni fa la separazione fra soggetto e oggetto, l'acquisizione del linguaggio, della Storia, del Tempo.
[ la cosiddetta "rivoluzione Neolitica": abbandono del nomadismo,inizio del lavoro "forzato", della produzione di un surplus..probabilmente utile a nutrire una casta militare precedentemente inesistente..passaggio dal "tutti siamo guerrieri, cacciatori, raccoglitori"
ad una specializzazione dei ruoli..autoritaria..comparsa di allevamento e agricoltura...creazione della scrittura..la Storia ha inizio quando qualcuno inizia a scriverla..vedi anche Jhon Zerzan]..
...La separazione originaria ha trascinato con sè tutte le altre. La spaccatura ha attraversato l'individuo ["in-dividuo" etimologicamente, dal latino, significa "non diviso"] introducendo il dualismo tra il sè e l'altro, predeterminando cosi' la coscienza....Il superamento della dicotomia soggetto-oggetto è oggi determinato DALL'AUT-AUT VITA-MORTE...lo sfruttamento, diventato oggi autonomizzato, cultura dello sfruttamento, è arrivato al limite oltre il quale è la fine delle risorse umane..[ questo testo è stato scritto a fine anni settanta..e già era preveggente..ed è attualissimo..personalmente mi sembra che attualmente il sistema si sia assicurato una "sopravvivenza" anche aldilà della "fine delle risorse naturali"...coltivazioni transgeniche..nanotecnologie..crazione di "risorse" artificiali..non c'è limite al peggio]..
....L'uomo cerca la vita e le sue espressioni subiscono..il recupero parziale che le aliena...cosi' fu per la droga, il nomadismo, la libertà sessuale, appena espresso in queste parole il "mouvement" è stato fissato sulle pagine della moda: quello che era movimento di rivolta-come già la "politica"- ha lasciato, divenuto ideologia, le sue immagini sulle pellicole dei fotografi..[idealizzazione, brutta bestia..anche per il punk si puo' fare discorso analogo..] ma cio' che è rimasto fra le mani dei servi dello spettacolo non è che lo stile, astratto dalla volontà di vivere che lo aveva animato: il movimento è già altrove.
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Una volta, su un pezzo di carta gialla con le righe verdi,
scrisse una poesia,
e la intitolò <<chops>>,
perchè quello era il nome del suo cane.
Il professore gli diede A
e una stella dorata;
e sua madre la appese alla porta della cucina
e la lesse a tutte le zie.
Era l'anno in cui il Padre Tracy
portò tutti i ragazzi allo zoo,
e li lasiò cantare sull'autobus;
l'anno in cui nacque la sua sorellina,
con quelle unghiette minuscole, senza capelli.
Sua madre e suo padre si baciavano sempre,
e la ragazza che abitava dietro l'angolo gli mandò
un biglietto di San Valentino con una fila di X,
e lui dovette chiedere a suo padre che cosa significassero.
E suo padre la sera gli rimboccava sempre le coperte.
Era sempre pronto a farlo.
Una volta su un pezzo di carta bianca con righe blu,
scrisse una poesia,
e la intitolò <<Autunno>>,
perchè quella era la stagione che stava vivendo,
e i versi parlavano di questo.
Il professore gli diede una A,
e gli chiese di scrivere in modo più chiaro;
sua madre non la appese alla porta della cucina,
perchè aveva appena imbiancato.
E i ragazzi gli dissero
che Padre Tracy fumava sigari,
e lasciava i mozziconi sui banchi,
e a volte questi facevano i buchi.
Era l'anno in cui sua sorella mise gli occhiali
con le lenti spesse, e la montatura nera;
e la ragazza che abitava dietro l'angolo rise,
quando le chiese di andare a vedere Babbo Natale.
E i ragazzi gli spiegarono il perchè
i suoi genitori continuavano a baciarsi
suo padre non gli rimboccava mai le coperte,
e si infuriava
se glielo chiedeva piangendo.
Una volta su un pezzo di carta strappato dal suo taccuino,
scrisse una poesia,
e la intitolò <<Innocenza: una domanda>>,
perchè quello era il quesito che si poneva su di lui,
e i versi parlavano di questo.
Il suo professore gli diede una A,
e gli lanciò uno sguardo strano, serio;
e sua madre non la appese alla porta della cucina,
perchè non gliela fece mai leggere.
Era l'anno in cui Padre Tracy morì,
e lui dimenticò come finiva
il Credo degli Apostoli.
Sorprese sua sorella a fare sesso
in veranda, sul retro;
e sua madre e suo padre non si baciavano mai,
e non si parlavano.
E la ragazza che abitava dietro l'angolo
si truccava troppo,
e lui tossiva quando la baciava,
ma la baciava lo stesso,
perchè era la cosa giusta da fare.
Alle tre del mattino si infilava nel letto,
e suo padre russava rumorosamente.
Ecco perchè, sul retro di un sacchetto di carta marrone,
provò a scrivere un'altra poesia,
e la intitolò <<Il nulla assoluto>>,
perchè i versi, in realtà, parlavano di questo.
E si diede una A,
e si tagliò i suoi dannati polsi.
E la appese alla porta del bagno,
perchè questa volta, pensò, non sarebbe riuscito
a raggiungere la cucina."
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Noi siamo le tombe viventi di bestie assassinate macellate per soddisfare i nostri appetiti. Noi giammai ci fermiamo a domandare nei nostri banchetti se gli animali, come gli uomini, possano in qualche modo avere dei diritti. Noi preghiamo nelle domeniche affinché possiamo avere una luce per guidare i nostri passi sul nostro cammino. Noi siamo nauseati dalla guerra, noi non desideriamo combattere. Il pensiero di essa riempie ora di spavento i nostri cuori, eppure noi ci rimpianziamo di cadaveri. Simili a corvi, noi viviamo e ci nutriamo di carne, indifferenti alla sofferenza e al dolore che noi così facendo causiamo: se così noi trattiamo per sport o per profitto, animali privi di difesa, come possiamo sperare in questo modo di conseguire la pace per ognuno si angoscia e prega ogni giorno?
Noi preghiamo per essa sopra ecatombi e massacri , mentre oltraggiamo la legge morale. Così, la crudeltà genera la sua progene: la guerra
Dal momento che noi siamo tombe viventi di animali, come possiamo aspettarci condizioni di vita ideali sulla terra?
(George Bernard Shaw)
Noi abbiamo due cuori,uno per gli animali, l'altro per gli umani. Nella crudeltà verso gli uni e gli altri,l'unica differenza è la vittima
(Alphonse De Lamartine) |