Iced Tears - Musica Metal - Streben
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Streben

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Membri:
Hagalaz : Voce, Basso, Tastiera, Programming, Musica e Testi
Valker : Chitarra

Guest:
Dark Shadow : Batteria

Sito web:
Streben


Biografia:
Biografia non disponibile

Album:
...of Melancholic Elegies and Wanderlust (2008)
...of Melancholic Elegies and Wanderlust
Tracklist:
1- From Empyrean to Sorrow Wastelands;
2 - Breidhablik;
3 - In the Woods of the Satyr;
4 - Laguz.
Gli Streben sono una nuova realtà proveniente dalla prolifica Sardegna.
Il progetto nasce dalla mente della polistrumentista Hagalaz con l'ausilio di due membri dei Cold Empire (altra band Black Metal dell'isola): Valker alle chitarre e Dark Shadow come guest alla batteria.
La musica propostaci in questo primo demo dal titolo ... of Melancholic Elegies and Wanderlust, è un Black Metal che si concede ad aperture Folk alquanto ariose ed atmosferiche, connotante da una malinconia e velate da una inquietudine di fondo che permea ogni singola nota, dall'inizio alla fine di questo lavoro. Ciò può essere in parte sintetizzato dalla traccia di apertura "From Empyrean To Sorrow Wastelands": il silenzio spezzato dalla bucolica melodia di flauto che sembra provenire da un'altra surreale dimensione, lascia spazio alle etereo tappetto delle tastiere e ai sussurri di Hagalaz, come a condurci verso lidi inesplorati...
Ad interrompere tutto d'un tratto l'idillio creatosi è l'entrata delle gelide chitarre e di un travolgente drumming, insieme all' "animalesco" scream di Hagalaz, in certi momenti quasi demoniaco. L'impatto della matrice Black crea una sorta di disorientamento, così distante da quanto sembrava prospettarsi dall' intro; come un'onirica illusione creata da spettri silvestri per tenderci un mortale tranello...
A differenza dell' opener, "Breidhablik" mostra immediatamente le sue sinistre intenzioni: una sezione ritmica gelida e sprezzante dove protagonista è la chitarra di Valker, il cui sound mi riporta ai fasti del Black Metal scandinavo e a quelle bands che per prime ebbero l'illuminazione di unire il Folk alla ferocia del nero verbo, seppure io ritrovi in questo contesto una punta di drammaticità e pathos che rende la proposta più personale. Ispiratissimo l'intermezzo che spezza la violenza che contraddistingue questo brano, riflessivo e alquanto intimistico, in grado di suscitare un notevole coinvolgimento emotivo negli ascoltatori più sensibili a certe sonorità.
Da brividi anche l'atmosferica "litania" che ci introduce nella III track "In the Woods of the Satyr", che mi ricorda, nel suo mood ancestrale ma allo stesso tempo sinistro e mistico, il feeling che si respirava in album come {Nattens Madrigal} degli Ulver o in {The Shadowthrone} dei Satyricon. Sublimi gli intrecci acustici che chiudono il pezzo, pregni di una nostalgia insaziabile, che ritroviamo espressa in forma meno pungente nella conclusiva "Laguz", grazie al flauto che disegna trame melodiche che hanno un sentore di antico, e alle atmosfere avvolgenti ed evanescenti del synth che sembra voler riprodurre le movenze del tramonto, offuscato da un sottile velo di bruma che rende tutto più ovattato e misterioso.
... of Melancholic Elegies and Wanderlust ci fa scoprire un'altra ottima realtà della folta scena underground italica, che già al primo demo dimostra una buona maturità compositiva, nonostante una produzione migliore avrebbe potuto giovare al sound (anche se generalmente sono dell'idea che le produzioni cristalline perdano in fascino). Certe volte l'impatto ferale e violento del sound sembra un pò stridere rispetto ai momenti più idilliaci e quieti, come se non fossero perfettamente amalgamati.
Ma ciò è il minimo di fronte ad una prima release e alla qualità indiscussa dimostrata dagli Streben, oltre alle emozioni che riescono a trasmettere, cosa che per me è fondamentale in ogni album.

Voto: 75/100

Recensito da BloodyMary




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