Iced Tears - Musica Metal - Mysterium Iniquitatis
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Mysterium Iniquitatis

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Mysterium Iniquitatis foto
Membri:
Il Menestrello: chitarre, programmazione, voce
Nightlight: Voce

Sito web:
Mysterium Iniquitatis


Biografia:
Biografia non disponibile

Album:
Mysterium Iniquitatis III - Estasi del Teatro (2007)
Mysterium Iniquitatis III - Estasi del Teatro
Tracklist:
1 - Pantaeon
2 - Estasi
3 - Tragedia
4 - Mistero (Bonus Track)
Se devo essere sincero,mi ha molto spiazzato, pensavo fosse in cd ambient,e invece cosa ci trovo?chitarre,batteria,e pure scream!

Mi ha dato una buonissima impressione,il nuovo lavoro dei Mysterium Iniquitatis;non tanto per la produzione,che ho trovato molto ruvida,ma per l'insieme molto particolare degli ingredienti proposti,e il concept,su cui è basato.
Un black metal,molto ruvido e grezzo,ma al contempo stesso pregno di melodie che vogliono esularsi dal contesto d'origine,dando vita ad un prodotto,dal sapore eterogeneo,che ben si lega all'idea del concetto stesso.

Un lavoro di non facilissima assimilazione,ma di un'evocativita'notevole,che se appreso,non puo' che invogliare a seguire un gruppo,che ha molte frecce nel suo arco,che mira ad esplorare il proprio universo musicale,e ad espanderlo!

Ennesima sorpresa!
Mysterium Iniquitatis II - Carmina (2007)
Mysterium Iniquitatis II - Carmina
Tracklist:
1 - Carmina
2 - Ad Solis Occasum
3 - Vixi
4 - Pulvis Sepulcri
5 - Spe Decipi
6 - Eos
7 - Rimbaud (Bonus Track)
Folk-Doom: questa l'espressione che potrebbe sintetizzare “Carmina”, terzi episodio della discografia di Mysterium Iniquitatis. Ma la musica proposta dal duo trevigiano trascende ampiamente questa breve definizione, così come queste stesse parole che tentano di descrivere (impresa impossibile) le sensazioni e le eclettiche influenze presenti in un questo full.
Una matrice Ambient carica di suoni metropolitani e infiltrazioni dal sottosuolo, così veri da immedesimarci totalmente nel microcosmo cittadino: il respiro della città notturna, le sue storie, i suoi rumori, talvolta ovattati talvolta stridenti; animali che vagano nella giungla di ciemento, i misteri che si celano nei suoi angoli; il fascino sidereo delle luci soffuse dei lampioni, i vicoli pieni di umidità dopo la pioggia. Questo lo scenario che si proietta davanti con l'opener "Carmina", la quale si conclude con un melanconico e sommesso arpeggio di chitarra acustica, quasi ad opporsi dialetticamente alla Modernità che sembrava regnare incontrastata nella prima parte del brano.
Il "bucolico" incipit di Ad Solis Occasum mi riporta alla mente i canadesi Agalloch. Un arpeggio che riesce a toccare le corde dell'anima, nella sua natura riflessiva ed intimistica: le note vibranti nell'aria creano un'aura ancestrale portandoci in epoche remote, antitetiche rispetto al precedente brano.
Il crepitare dell'eterno fuoco ci introduce in modo quasi "ritualistico" a "Vixi" , con la quale ci spostiamo in territori che lambiscono a mio parere il Neo-Folk. Un brano dotato di una natura inquieta e concitata, quasi ipnotico nella melodia portante giocata su dolorose note di chitarra.
Il breve intermezzo Pulvis Sepulcri, attraverso le sue ariose note di pianoforte dotate di un sapore quasi “notturno”e sostenute dal bruciare delle fiamme, ci introduce a Spe Decipi. Una canzone immersa nella foresta (focalizzatevi sul ruscello che scorre in sottofondo e l'impressione sarà quella), e nella quiete surreale che vi si respira: accordi silvani, ruvidi ma allo stesso delicati, che creano strani disegni nella nostra mente.
Con “Eos” avviene un repentino cambiamento, almeno dal punto di vista musicale: a mio avviso il brano più derivativo e sperimentale dell'album, che si assesta su lidi principalmente Dark Ambient. Della durata di undici minuti, potrebbe essere diviso in due parti: la prima sommessa e malinconica, carica di indomita nostalgia; la seconda, introdotta dal lugubre rintocco delle campane, sfocia quasi nel Drone, ed è la mia preferita.
Suoni agghiaccianti e sinistri, dotati di una cadenza a dir poco asfissiante che non lasciano spazio ad alcun pensiero vitale.
Molto bella anche la bonus track che deve il nome ad un visionario poeta francese, Rimbaud, di matrice Folk, dove sopra il tappetto onirico delle chitarra, vengono scanditi versi latini, quasi sussurrati in preda ad una ispirazione mistica. Così come la demo version di “Vixi” che presenta chitarre elettriche che ne danno una maggiore ruvidezza e oscurità, nonostante l'impatto emotivo resti immutato.
“Carmina” è un lavoro superlativo, sia musicalmente, visto che le coordinate stilistiche mutano quasi di brano in brano e non sia ha mai la sensazione di “già sentito”, sia dal punto di vista concettuale o “trascendentale”.
Le melodie, le atmosfere, lasciano quasi intravedere un dualismo tra “antico” e “moderno”, i quali si fronteggiano quasi in ogni brano. Una “lotta” di reciproca fecondazione che, per quanto mi riguarda, è emersa dopo una serie di ascolti e che continua a mutare e a prendere significati diversi col passare del tempo.
Un lavoro che ci presenta la grande maturitĂ  stilistica alla quale sono giunti i Mysterium Iniquitatis, con grande umiltĂ  e devozione alla musica intesa a 360 gradi, regalandoci un capitolo denso di emozioni e carico di significati latenti.

Voto: 80/100

Recensito da BloodyMary





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