Iced Tears - Musica Metal - Gremory

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Gremory

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Gremory foto
Membri:
Aeon: Voce
Lord Sho: Tastiere
Morgul: Basso
Daniel Venom: Chitarra
Oz: Chitarra
Manthus: Batteria

Sito web:
Gremory


Biografia:
Biografia non disponibile

Album:
Inferis (Journey In Chaos) (2006)
Inferis (Journey In Chaos)
Tracklist:
1 - At the Infernal Gardens
2 - Shadows of the Past
3 - My Burning Soul
4 - Blood of Eternity
I Gremory, esordiente gruppo romano, ci regalano un piccolo promo, che già fa presagire degli sviluppi futuri più che ottimi! Il lavoro parte con un oscuro intro, dall'aura sacrale e malefica. Nero. Abbiamo poi "Shadows of the Past", dove le tastiere, niente affato invadenti, danno la giusta dimensione ed atmosfera. Le chitarre sono distorte al punto giusto, ogni strumento è al suo posto. Nel complesso un'ottimo brano. Segue "My Burning Soul", dove forse l'unica pecca sono i volumi leggermente sbilanciati verso la voce e le tastiere. Infine "Blood of Eternity" Chiude il demo con un pezzo nella norma. Insomma un lavoro apprezzabile, nel classico stile del genere.

Voto: 70/100

Recensito da the minstrel
In Nomine Martis (2007)
In Nomine Martis
Tracklist:
1 - In Nomine Martis
2 - Heliodromos
3 - War From the Abyss
4 - Riders of Frozen Winds
5 - Celebrating Hades
I Gremory, dopo il loro primo demo "Inferis", progrediscono ulteriormente con uno stile non di certo originale ma molto ben curato. L'opera si divide in 5 traccie dal sapore epico, mistura tra la cultura romana ("In Nomine Martis"), come già si deduce dal nome dell'album, e un'epicità più scandinava ("Riders of Frozen Winds"). I pezzi sono tutti molto compatti e gli strumenti bilanciati in maniera quasi sempre perfetta. Ottimo il lavoro svolto con la drum machine, con le chitarre e le tastiere. Ogni strumento ha il giusto rilievo: le tastiere non sono soffocanti e le chitarre hanno un bel suono corposo. Unica "pecca", per così dire, è la voce, che potrebbe essere più varia e invece si limita ad uno scream abbastanza regolare e piatto. Sono rimasto sorpreso dalla produzione perchè è davvero difficile che in un lavoro autoprodotto sia così buona, considerando i costi che bisogna sostentere per conseguire tale scopo. Passando invece alle canzoni vere e proprie ribadisco che non c'è nulla di innovativo, però si intravede la ricerca di uno stile personale che rende gradevole l'ascolto anche per i non appassionati del genere. "In Nomine Martis" è un piccolo intro (ricorda vagamente gli Aborym di "Roma Divina Urbs", per la precisione l'inizio), dal tono epico e marziale. A seguire un ottimo pezzo compatto "Heliodromos", in cui si avvertono anche alcuni passaggi simil Stormlord e "War from the Abyss". I pezzi si mantengono tutti sullo stesso livello, con sfuriate e passaggi più lenti ed epici. Abbiamo poi "Riders of Frozen Winds", il pezzo più incisivo dell'album, con un riff finale molto intenso e progressivamente crescente. Per concludere c'è "Celebrating Hades", pezzo un po' più lungo degli altri, che risente leggermente di questa pesantezza. In conclusione un ottimo lavoro con cui i Gremory fanno un passo avanti rispetto al passato. Se continuano di questo passo molto presto arriveranno lontano nel Symphonic Black!

Voto: 80/100

Recensito da the minstrel





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