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Dead Eternity

| Membri: Emma: voce e piano;
Giuseppe: chitarra;
Andrea: chitarra;
Pietro: basso;
Stefano: batteria.
Sito web: Dead Eternity
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Biografia:
I Dead Eternity nascono ufficialmente nell’ Aprile 2007 con l’ attuale formazione. Il primo nucleo del gruppo nasce quasi tre anni prima quando Pietro e Giuseppe si conoscono e decidono di formare gli Ares’ Scream, un gruppo di melodic death fortemente influenzato da In Flames e Dark Tranquillity, gruppi dei quali realizzaranno le uniche due cover della loro storia, prima di passare alla realizzazione di pezzi propri. Nell’ arco di tre anni gli Ares’ Scream cambiano parecchi membri e Giuseppe e Pietro prendono nel frattempo la decisione di formare un secondo gruppo parallelo, questa volta di gothic con voce femminile, trovando quasi subito Emma alla voce. Poco tempo dopo aver formato questo secondo gruppo, viene presa la decisione di unire i due progetti in uno solo, con un sound che riesca ad amalgamare ma al contempo enfatizzare le due anime: melodic death da un lato e gothic con voce femminile e tastiere dall’ altro. E’ questo l’inizio della breve storia dei Tusmoerke. Infatti, anche per questa nuova formazione, si presentano molti problemi di organico finchè, nel Dicembre 2006, arriva Stefano dietro le pelli insieme ad un nuovo nome che si evolverà poi da Solitary Shade in Dead Eternity. Dopo l’ uscita del tastierista, si decide di tornare a una formazione con due chitarre, così, dopo pochi mesi, entra in formazione Andrea, l’ attuale secondo chitarrista. Album:
The Noise of Eternity (2008)
 Tracklist:
| I Dead Eternity sono un gruppo milanese nato nel 2007. Il loro primo demo, che mi appresto ad analizzare, è intitolato "The Noise of Eternity", evidente rimando al nome del gruppo, e presenta sulla superficie del cd un insolita dicitura: "non conventional gothic death metal". Questa definizione a volte risulta azzeccata, ma spesso si perde nei meandri della musica. Il death c'è e dove è presente assume sempre un tocco soffice, melodico, per niente violento. Il gothic c'è, senza gli orpelli che solitamente compongono questo genere quali pianoforte e orchestre. Infatti troviamo solamente due chitarre, batteria, e una voce femminile (unico vero e proprio rimando al gothic "classico"). Insomma la dicitura non conventional è la più attinente, poichè i generi proposti sono ben amalgamati. Analizzando poi la produzione possiamo notare un ottimo lavoro, una produzione pulitissima, forse anche troppo: il volume della batteria, come la sua produzione pulitissima ma impersonale, è troppo alto e spesso gli altri strumenti sono scavalcati in modo brutale; le chitarre hanno alcuni problemi a livello di missaggio (troppo spesso la ritmica sparisce in una miriade di effetti, il suo volume cala drasticamente, e si mischia in modo caotico alla chitarra solista); la voce invece ha sempre il giusto rilievo.
Passiamo ora ai pezzi. Possiamo rilevare una varietà complessiva di non poco conto (quel "non conventional" accennato sopra), che spesso sfocia in ottimi riff malinconici o trascinanti (gli arpeggi dell'ultimo pezzo sono molto coinvolgenti), La voce spesso risulta inadatta, fuori luogo. La batteria è ottima, sempre tenendo conto delle considerazioni fatte sopra. Il primo brano: "Tide of Darkness" manifesta l'anima death del gruppo, con accellerazioni e rffing veloce ma sempre non troppo violento. Il secondo brano "Broken Dreams" presenta un buon riffing, semplice e diretto, mentre la voce appare quanto mai fuori luogo. Purtroppo è la cosa che mi è piaciuta meno di questo demo. Il terzo brano "Evolution of the I" presenta sempre qualche nota di death, e forse quì la voce riesce ad entrare in contatto con gli altri strumenti in modo più efficace. L'assolo è troppo caotico con quel riverbero esagerato. L'ultimo brano è il migliore dei quattro: "Close to my Mind" presenta le note più malinconiche del lavoro, è il pezzo più vicino al gothic, con arpeggi distanti e una voce che si adatta bene al contesto (anche se in altri frangenti non funziona, come detto sopra).
In conclusione possiamo definire questo lavoro come un ottimo punto di partenza (con alcune pecche, spesso abbastanza rilevanti) per sviluppi futuri che possono portare ad ottimi risultati.
Voto: 65/100
Recensito da the minstrel |
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